Sgombero del presidio No Tav a Vicenza: tensione e resistenza nel boschetto ferroviario

di Redazione · Luglio 8, 2025

Il blitz delle forze dell’ordine mette fine all’occupazione degli attivisti del Bocciodromo, ma la protesta continua mentre i lavori della TAV entrano in città

 

Questa mattina a Vicenza è scattato lo sgombero del presidio “No Tav” allestito dagli attivisti del centro sociale Bocciodromo in un boschetto a ridosso della linea ferroviaria, area destinata a diventare un cantiere per la nuova infrastruttura ferroviaria. Da mesi gli attivisti occupavano lo spazio, costruendo torrette di legno e barricate, e presidiandolo anche di notte per impedire l’avvio dei lavori.
L’intervento è iniziato alle 8 con un blitz coordinato che ha visto l’impiego di reparti mobili da Padova, carabinieri, polizia locale, polizia scientifica e vigili del fuoco. Durante l’azione, alcuni manifestanti si sono incatenati a un cancello, tra cui una bambina. La Questura ha intimato lo sgombero: dopo una trattativa, alcuni attivisti hanno lasciato spontaneamente l’area, mentre altri sono stati allontanati con la forza. Tuttavia, alcuni contestatori hanno deciso di rimanere sulle barricate allestite, continuando la resistenza.
L’operazione ha suscitato reazioni politiche favorevoli, con esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia che hanno espresso apprezzamento per l’azione delle forze dell’ordine, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza e il progresso delle opere pubbliche fondamentali per Vicenza e il Veneto.
Nonostante lo sgombero, la mobilitazione di solidarietà continua, con residenti e sostenitori che si sono radunati in presidio nelle vicinanze, mentre gli attivisti rimasti all’interno proseguono la loro protesta per difendere il bosco e opporsi alla realizzazione del Tav.
Cosa ci aspetta adesso?
Con l’avvio dei cantieri della TAV dentro la città, ci si interroga su quali saranno i prossimi scenari in termini di disagi per i residenti, impatti sulla viabilità e possibili nuove proteste da parte degli attivisti e dei cittadini contrari all’opera. La domanda che molti si pongono è: quali saranno le conseguenze concrete sulla vita quotidiana e come evolverà la mobilitazione nei prossimi mesi?

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