di Arrigo Abalti · Agosto 8, 2025
A Montecchio Precalcino si decide molto più di un impianto: è il test sulla capacità del Veneto di coniugare industria e tutela delle risorse. Tra acqua, Palladio e politica, il rischio è di perdere su tutti i fronti
A Montecchio Precalcino, ufficialmente, si discute di un impianto di trattamento rifiuti. In realtà, si misura il termometro di un Veneto che predica “green” nelle fiere e nelle brochure, e poi inciampa quando il verde tocca la geografia politica.
La Silva (ex Safond-Martini, oggi EcoEridania) è arrivata con la favola dell’economia circolare: sabbie di fonderia rigenerate, rifiuti sanitari trattati, investimenti, bonifiche. Carta in regola, conferenze dei servizi, timbri. Ma qui non è questione di “se”, è questione di dove. E il “dove” sta sopra una delle falde più delicate d’Italia, che disseta mezzo Veneto.
I comitati, per una volta, non sono un gruppo Facebook che sbraita nel vuoto: sono diventati la cornice della partita. Dentro ci stanno i sindaci, l’ATO, migliaia di firme. Fuori ci sono la Regione, che accoglie la richiesta, la Provincia che ne valuta l’impatto ambientale e rilascia un parere, infine di nuovo la Regione che approva o respinge il parere. E in mezzo c’è un’azienda che deve capire che non tutte le mappe industriali sono uguali.
Poi è arrivata la Soprintendenza, con il colpo da manuale: tirare fuori Villa Forni Cerato, palladiana, patrimonio Unesco. È il passaggio in cui la vicenda smette di essere tecnica e diventa identitaria. Perché non puoi fare marketing con il Teatro Olimpico e poi infilare un impianto a due passi da un Palladio.
Sul tavolo ci sono due spine:
- La matematica dei rischi. Che funziona finché non succede niente. Ma se succede, non stiamo parlando di compost. Stiamo parlando di rifiuti sanitari infettivi e sabbie industriali, in un contesto idrico fragile. Qui il principio di precauzione non è ideologia: è la polizza vita dell’acqua veneta.
- La credibilità delle bonifiche. Se il sito è stato bonificato, bene: pubblicate i dati, aggiornati e comprensibili. Perché se non li spieghi, lasci spazio alle foto choc e alla sfiducia. E la sfiducia, in queste storie, pesa più della polvere.
Politicamente, la faccenda è un crash test. Per la Regione e per la Provincia, per il presidente dell’ATO, per i sindaci che hanno scelto di metterci la faccia. Ma anche per l’azienda: capire che legittimazione non è solo un’autorizzazione, ma un patto sociale con chi abita sopra la falda.
La via d’uscita è nota e semplice: sì all’impianto, ma altrove. Con un’alternativa vera, non un indirizzo buttato lì. Perché se si lascia che la percezione di rischio resti sospesa sopra le risorgive, il progetto sarà tecnicamente autorizzabile, ma politicamente morto.
E quando un progetto industriale muore politicamente, prima o poi muore anche per vie amministrative. Nel frattempo, resterà una domanda: possibile che in Veneto si riesca a trovare un sito per un outlet o un centro commerciale in una notte, e servano anni per capire dove mettere un impianto senza finire sotto la falda e sotto processo?
Timeline e posizioni sulla vicenda Silva
📅 2022 – La storica Safond-Martini di Montecchio Precalcino cambia denominazione in Silva Srl, controllata del gruppo EcoEridania. Annunciata la prosecuzione delle bonifiche del sito di via Terraglioni.
📅 2023 – Presentato alla Regione il progetto per piattaforma multifunzionale: rigenerazione sabbie da fonderia (~74.000 t/anno) e trattamento rifiuti sanitari a rischio infettivo (~32.000 t/anno).
📅 Primavera 2024 – Nascono i comitati locali contro il progetto, con il sostegno di associazioni ambientaliste. Raccolte oltre 3.000 firme.
📅 Estate 2024 – L’ATO Vicentino si esprime ufficialmente contro, motivando con la delicatezza dell’acquifero e il rischio per le risorse idriche.
📅 Autunno 2024 – Schierati i sindaci di Montecchio Precalcino, Dueville, Sandrigo, Breganze, Villaverla e altri Comuni limitrofi.
📅 Inizio 2025 – La Soprintendenza apre un’istruttoria per verificare l’impatto paesaggistico e culturale, richiamando la tutela di Villa Forni Cerato, patrimonio Unesco.
📅 Luglio 2025 – Conferenze dei servizi ancora in corso; la Regione prende tempo per ulteriori approfondimenti tecnici e giuridici.
Le voci in campo
- Comitati: “Proteggere la falda è prioritario. Il rischio, anche potenziale, non è accettabile”.
- ATO Vicentino: “Area idrogeologicamente sensibile, meglio collocare altrove un impianto del genere”.
- Sindaci dell’area: linea unitaria contro il sito proposto.
- Azienda Silva/EcoEridania: “Impianto sicuro, bonifica in corso, pieno rispetto delle norme”.
- Soprintendenza: “Verificare l’impatto sulla Villa palladiana, patrimonio culturale e paesaggistico”.



