Superstrada Pedemontana Veneta: La Corte dei Conti lancia un allarme sulla gestione finanziaria

di Redazione · Febbraio 21, 2025

Zanoni e Masolo (Europa Verde): “Zaia deve rinegoziare la convenzione con SIS per evitare un disastro economico”

Il recente rapporto della Corte dei conti – Sezione di controllo per il Veneto – ha messo in luce gravi criticità nella gestione della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), sollevando forti preoccupazioni sul futuro finanziario della Regione. Andrea Zanoni e Cristina Guarda Masolo, consiglieri regionali di Europa Verde, hanno denunciato la situazione, sottolineando come le scelte compiute dal presidente Luca Zaia rischino di lasciare un pesante debito sulle spalle dei cittadini veneti.
Secondo i dati riportati nella relazione, dal completamento dell’opera nella primavera del 2024 fino al novembre dello stesso anno, la Regione Veneto ha versato alla società concessionaria SIS ben 140 milioni di euro. Tuttavia, nello stesso periodo, gli incassi dai pedaggi si sono fermati a soli 93,5 milioni di euro, generando una perdita netta di 47,3 milioni. Questo squilibrio è destinato a peggiorare: i magistrati contabili hanno evidenziato che il canone annuale che la Regione è obbligata a versare a SIS varia da un minimo di 165 milioni fino a un massimo di 435 milioni di euro all’anno, con una media stimata di circa 300 milioni annui fino al 2064.

Un debito insostenibile per la Regione

Zanoni ha sottolineato come le stime sugli incassi da pedaggi siano drammaticamente inferiori rispetto ai costi: “Le entrate annuali si aggireranno intorno ai 120-130 milioni di euro, mentre il buco medio annuo sarà pari a circa 170 milioni. Alla fine della concessione di 39 anni, il deficit potrebbe raggiungere la cifra strabiliante di 6,5 miliardi di euro”. Questo dato è particolarmente allarmante se confrontato con il costo complessivo dell’opera, che la Corte dei conti ha calcolato in circa 2,2 miliardi di euro.
Secondo Zanoni e Masolo, il problema nasce da una scelta politica sbagliata: “Nel marzo 2017 Zaia ha stipulato un accordo con SIS che addossa alla Regione il rischio d’impresa legato agli incassi da pedaggi, garantendo invece al privato un canone fisso annuale. Una decisione scellerata che oggi sta mostrando tutte le sue conseguenze”.

Errori nelle previsioni del traffico e ritardi nei lavori

Un altro punto critico riguarda le stime sul traffico. Zaia aveva previsto un flusso medio giornaliero di 27.000 veicoli, ignorando le stime più prudenti della Banca Europea degli Investimenti (BEI) e della Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che indicavano una media di soli 15.200 veicoli al giorno. Questo errore ha contribuito a sovrastimare gli introiti previsti dai pedaggi.
Inoltre, la Corte dei conti ha evidenziato che la Regione non ha ancora applicato sanzioni per i ritardi nella consegna dei lavori da parte della SIS. Le penali previste dalla convenzione ammontano a circa 25.000 euro per ogni mese di ritardo e potrebbero raggiungere complessivamente i 2 milioni di euro. A ciò si aggiunge la mancata restituzione da parte della SIS di 20 milioni di IVA indebitamente versata alla Regione.

Opere incompiute e problemi strutturali

La relazione mette in luce anche altri aspetti problematici dell’opera: dalla mancata realizzazione delle opere complementari promesse ai sindaci per deviare il traffico dai centri abitati, ai problemi strutturali come quelli della Galleria di Malo, che presenta infiltrazioni d’acqua significative.
“Zaia rischia di lasciare un’eredità insostenibile”
Zanoni e Masolo non usano mezzi termini: “La SPV è il simbolo dell’incapacità dell’amministrazione Zaia di fare gli interessi dei veneti. Il presidente rischia di passare alla storia come colui che ha lasciato un dissesto finanziario che graverà sui cittadini per decenni”. I consiglieri denunciano che questo buco finanziario potrebbe tradursi in tagli ai servizi essenziali come sanità pubblica, trasporto pubblico locale e sicurezza stradale.

L’appello: rinegoziare subito la convenzione

Europa Verde chiede con urgenza una revisione dell’accordo con SIS: “Zaia deve agire immediatamente per rinegoziare la convenzione e ridurre l’impatto economico sui conti pubblici”, dichiarano Zanoni e Masolo. “Se non lo farà, rischia non solo un giudizio politico negativo ma anche una possibile imputazione per danno erariale”.
La situazione della Superstrada Pedemontana Veneta rappresenta dunque una sfida cruciale per l’amministrazione regionale. La capacità del presidente Zaia di affrontare questa crisi sarà determinante per il futuro economico del Veneto e per la qualità dei servizi offerti ai suoi cittadini.

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