Tosi: “Alle Europee andremo bene. Salvini? Ha reso il partito troppo romanocentrico”

di Arrigo Abalti · Gennaio 30, 2024

Interessante intervista di Flavio Tosi oggi sul Foglio, che fornisce una lettura originale sul trend di crescita di Forza Italia di cui da un anno è leader regionale con un’impressionante scouting sul Veneto, tra delusi leghisti e moderati in cerca di una casa comune.

  “Perché li stiamo sorpassando nei sondaggi? Semplice: noi facciamo quello che faceva storicamente la Lega, radicandosi sui territori. Mentre il Carroccio sta emulando quanto fatto nel passato da Forza Italia, che s’è affidata quasi esclusivamente alla forza di un leader”.

Inizia così l’ex sindaco di Verona, ora deputato, mettendo in fila dati oggettivi sul percorso che sta facendo, alla luce dei sondaggi che danno Forza Italia in aumento e addirittura in qualche caso (dato di ieri di Tecnè) sopra alla Lega.

“Abbiamo preso a fare i congressi. Molti amministratori stanno venendo da noi, sanno che c’è meritocrazia. Se sono bravi, a prescindere da quando hanno preso la tessera, dentro Forza Italia possono crescere. Al contrario, la Lega è diventato un partito troppo romanocentrico”.

E poi continua: “Io gli elettori e gli amministratori della Lega li conosco bene, da più di trent’anni. E’ chiaro che il progetto di costruzione di un partito nazionale è fallito, non lo si poteva fare in tempi rapidi. E poi Salvini è stato quello che ha inserito il suo nome nello statuto del partito, è stato l’unico a farlo in Italia”

Sul sorpasso potenziale ai danni del suo ex partito, uno dei possibili esiti delle prossime elezioni, ha una sua interpretazione:

“C’è stato un momento in cui andava di moda essere contro l’Europa, contro i migranti. Ma adesso è chiaro a tutti che le decisioni che contano vengono prese lì, a Bruxelles. Ho l’impressione che Salvini, con i suoi alleati come Le Pen e Alternative für Deutschland, si stia isolando, soprattutto se prevarrà la scelta tattica di non far parte della prossima maggioranza europea. Ecco allora che noi di Forza Italia diventiamo attrattivi, soprattutto al nord. Perché gli imprenditori, il ceto produttivo, si rendono conto che per avere una voce in capitolo in Europa devi avere un ruolo centrale. Meloni è troppo intelligente per non sapere che nella prossima commissione ci deve stare per forza”.

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