di Redazione · Settembre 17, 2025
Un aumento del 5% delle superfici alberate in città eviterebbe 5mila morti premature ogni anno; con una copertura del 30% le vite salvate sarebbero 12mila. Napoli sopra la soglia, Roma e Milano molto indietro. L’Ue promette tre miliardi di nuovi alberi entro il 2030, ma in Italia pesa ancora la cultura del cemento
Un aumento del 5% della superficie alberata nelle città europee eviterebbe circa 5mila morti premature l’anno. E se la copertura arborea arrivasse al 30%, le vite salvate sarebbero più del doppio, circa 12mila. Non lo afferma un ambientalista con la bandiera verde, ma uno studio pubblicato su The Lancet Planetary Health e condotto in 744 città di 36 Paesi, con il contributo di Enea. La scienza, insomma, ci mette davanti a un’evidenza tanto semplice quanto disarmante: piantare alberi significa allungare la vita.
La regola del 3-30-300
Le Nazioni Unite hanno persino trasformato questa intuizione in un criterio pratico, la strategia del 3-30-300: tre alberi visibili da ogni finestra di casa o del lavoro, il 30% di copertura arborea in ogni quartiere e non più di 300 metri di distanza da un parco. Sembra quasi un manifesto di buon senso, eppure negli ultimi vent’anni la crescita media di verde urbano in Europa si è fermata a meno di un punto percentuale.
L’Italia del cemento
In questo scenario, l’Italia mostra la sua contraddizione: Napoli tocca il 32% di copertura arborea, Roma si ferma al 24% e Milano al 9%, come un deserto minerale. Eppure i benefici del verde urbano non riguardano solo l’aria che respiriamo: riduzione delle polveri sottili e del biossido di azoto, abbattimento dell’ozono, mitigazione delle ondate di calore che, nell’estate 2022, hanno provocato 62mila morti in Europa.
Il ritardo culturale
Perché allora facciamo così fatica? Non è solo un problema di risorse, ma di mentalità. I nostri piani urbanistici si sono basati per decenni sul consumo di suolo e sulla rendita immobiliare. Gli alberi, invece, non producono dividendi elettorali immediati: crescono lentamente, come le politiche lungimiranti.
La sfida dei prossimi anni
L’Unione Europea si è impegnata a piantare tre miliardi di alberi entro il 2030. Un obiettivo che non sarà raggiungibile se le città non considereranno il verde come una vera infrastruttura, al pari delle strade o delle reti idriche. Perché investire in alberi non significa solo abbellire le piazze, ma ridurre la spesa sanitaria, aumentare la resilienza climatica e, soprattutto, salvare vite.
Forse, per una volta, la politica dovrebbe rinunciare al taglio del nastro e pensare alla lunga durata. Perché piantare un albero non inaugura nulla oggi, ma può evitare un funerale domani.




