di Redazione · Settembre 6, 2025
La sindaca di Parigi, Hidalgo, mostra un risultato concreto: il fiume è balneabile. A Vicenza il Bacchiglione resta sporco e dimenticato, e la Spiaggetta di San Biagio è solo un’illusione urbana
La scena ha fatto il giro del mondo: la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, in costume da bagno, che si tuffa nella Senna per dimostrare che il fiume è tornato balneabile dopo decenni di inquinamento. Non un gesto folcloristico, ma il sigillo a un risultato storico: dietro quel tuffo ci sono depuratori, fondi europei e un decennio di lavoro politico. È la prova che la politica, quando vuole, può trasformare una visione in realtà.
E Vicenza? Qui abbiamo il Bacchiglione. Attraversa la città, la accompagna, la caratterizza. Ma nessuno si sognerebbe di farci un bagno: troppo inquinato, troppo abbandonato, troppo ignorato. Eppure immaginiamo cosa significherebbe restituire il fiume ai cittadini, non solo come sfondo da cartolina ma come spazio vivo, persino balneabile.
In questo senso, la Spiaggetta di San Biagio avrebbe finalmente un senso. Oggi resta poco più che un allestimento urbano, buono per qualche foto e due eventi d’estate. Ma se davvero si potesse nuotare nel Bacchiglione, diventerebbe il simbolo di una città che ha scelto di ricucire il rapporto con il suo fiume.
La differenza è tutta qui: a Parigi hanno detto “entro il 2024 si potrà nuotare nella Senna”. Oggi lo si può fare. Anche a Vicenza, servono due ingredienti in via di estinzione: coraggio e visione. Ma non è impossibile. E allora la domanda è semplice: quando riusciremo anche noi a fare il bagno nel Bacchiglione? Finché resteremo ad applaudire i tuffi degli altri, il vero degrado non sarà l’acqua del fiume, ma la nostra incapacità di immaginare e realizzare.




