Vaccini, nasce l’European Vaccines Hub: anche l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie nel cuore della strategia anti-pandemica europea

di Redazione · Maggio 23, 2025

Con un finanziamento UE da oltre 100 milioni, prende il via un’iniziativa paneuropea per anticipare le prossime emergenze sanitarie. Bonfante (IZSVe): «Orgoglio veneto nella difesa della salute pubblica»

 

Una nuova frontiera europea nella preparazione contro le pandemie prende forma con il lancio dell’European Vaccines Hub (EVH) for Pandemic Readiness, una partnership pubblico-privata voluta dalla Commissione Europea per creare un’infrastruttura permanente e reattiva nella ricerca, sviluppo e produzione di vaccini prototipo contro i patogeni a rischio emergente.

Tra i protagonisti anche il Veneto, grazie al coinvolgimento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), riconosciuto centro d’eccellenza per lo studio delle malattie infettive di origine animale.

Il progetto, finanziato per oltre 101 milioni di euro dal programma EU4Health (su un budget totale di quasi 170 milioni), è coordinato dalla SclavoVaccines Association di Siena e vede il coinvolgimento di 11 enti beneficiari e 13 affiliati di 7 diversi Paesi, in un consorzio che integra alcuni dei principali centri di ricerca europei. Il modello operativo dell’EVH si basa su quattro pilastri: dalla ricerca (guidata dalla Fondazione Biotecnopolo di Siena) agli studi preclinici (Institut Pasteur, Francia), clinici (Vaccinopolis di Anversa, Belgio), fino alla produzione industriale (DZIF e ZEPAI, Germania).

L’IZSVe, diretto da Antonia Ricci, contribuirà con i propri laboratori di biosicurezza e con competenze scientifiche maturate sul campo nella gestione di virus come quelli dell’influenza aviaria o i coronavirus zoonotici. A guidare l’impegno sarà il virologo Francesco Bonfante, esperto di patogeni animali con potenziale pandemico.

«Essere parte del consorzio EVH – ha dichiarato Ricci – rappresenta per noi un riconoscimento di valore scientifico e istituzionale. La salute pubblica non si difende solo negli ospedali, ma anche nei laboratori che prevengono le emergenze prima che esplodano».

L’EVH nasce con un obiettivo strategico chiaro: sviluppare vaccini prototipo e tecnologie scalabili per garantire una risposta rapida e coordinata alle future pandemie. La scelta di coinvolgere realtà come l’IZSVe evidenzia l’importanza della componente veterinaria e zoonotica nelle strategie sanitarie globali.

Il progetto è stato ufficialmente presentato il 22 maggio con la firma dell’accordo di finanziamento, mentre in questi giorni è in corso a Siena il Kick-off Meeting con oltre 160 rappresentanti delle istituzioni partecipanti, della Commissione Europea, EMA, HERA, HaDEA e dei Ministeri italiani della Salute e della Ricerca.

Secondo la coordinatrice scientifica dell’iniziativa, Donata Medaglini, «l’EVH rappresenta un salto di qualità verso un ecosistema vaccinale proattivo, resiliente e interconnesso, in grado di garantire sicurezza sanitaria a lungo termine per tutta l’Europa».

Un modello che guarda lontano, ma che parte anche dal Veneto, confermandone il ruolo centrale nella scienza applicata alla salute pubblica e nella prevenzione delle grandi crisi sanitarie.

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