di Redazione · Luglio 14, 2025
Il governo stanzia 3,75 milioni per sei comuni colpiti dal maltempo. Musumeci: “Manteniamo gli impegni”
C’è voluto quasi un trimestre, ma alla fine Roma ha mantenuto la parola. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato ieri lo stato di emergenza per sei comuni del Vicentino devastati dalla furia meteorologica del 17 e 18 aprile scorso. Una decisione che arriva con il contagocce del tempo burocratico, ma che rappresenta il primo passo concreto verso la ricostruzione di territori messi in ginocchio dalla natura.
I numeri parlano chiaro: 3 milioni e 750 mila euro stanziati dal Fondo per le emergenze nazionali, dodici mesi di stato di emergenza, sei comuni coinvolti – Arzignano, Brogliano, Cornedo Vicentino, Recoaro Terme, Trissino e Valdagno – e soprattutto la possibilità di derogare all’ordinamento vigente attraverso ordinanze speciali. Un arsenale normativo e finanziario che dovrebbe accelerare quella che troppo spesso, in Italia, si trasforma in un’odissea amministrativa.
Il ministro Nello Musumeci, titolare della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, rivendica con orgoglio il rispetto degli impegni presi. “Avevo assicurato il massimo impegno da parte del governo”, ricorda riferendosi all’incontro romano con gli amministratori locali dello scorso mese. Una promessa mantenuta, dunque, anche se i tempi della politica raramente coincidono con quelli dell’urgenza.
La procedura seguita è quella classica della macchina statale: confronto con i tecnici regionali, proposta al Consiglio dei ministri, approvazione. Un iter che sulla carta funziona, ma che nella realtà spesso si scontra con la burocrazia e le lentezze del sistema. Stavolta, almeno, il meccanismo ha funzionato.
Ora, come sottolinea lo stesso Musumeci, “la parola passa alle istituzioni locali per l’esecuzione degli interventi”. È qui che si gioca la partita vera. Perché una cosa è stanziare i fondi e dichiarare l’emergenza, un’altra è tradurre tutto questo in cantieri, opere, ripristini. La Regione Veneto e i sindaci dei sei comuni dovranno dimostrare di saper fare squadra, utilizzando al meglio le deroghe concesse e i fondi disponibili.
Il maltempo di aprile ha ricordato ancora una volta quanto il nostro territorio sia fragile e quanto sia importante avere strumenti normativi e finanziari pronti per rispondere alle emergenze. Lo stato di emergenza non è solo un riconoscimento del danno subito, ma un’opportunità per ripensare la sicurezza idrogeologica di questi territori.
I cittadini del Vicentino hanno aspettato tre mesi per vedere nero su bianco l’impegno del governo. Ora toccherà a loro, attraverso i propri rappresentanti, dimostrare che quei 3,75 milioni di euro non saranno l’ennesimo capitolo di una storia di sprechi e inefficienze, ma l’inizio di una vera ricostruzione. Il tempo, nemico implacabile quando si tratta di emergenze, stavolta potrebbe essere dalla loro parte. Dodici mesi sono pochi per tutto, ma sufficienti per iniziare bene.




