di Arrigo Abalti · Novembre 12, 2025
Quando la politica guarda i problemi come fossero il tramonto dalla terrazza
Per noi boomer, il martedì era il giorno di Oggi le comiche. Tornavi da scuola, ti sedevi davanti alla TV e ridevi con Stanlio e Ollio, Buster Keaton e Charlot. Il mondo sembrava più leggero, anche quando cadevano addosso tutti i mattoni del cantiere.
Oggi, invece, il martedì delle comiche va in scena in Comune. Sullo schermo non più i cappelli a bombetta, ma gli assessori con la calcolatrice. Isabella Sala, quella alle uscite — non alle entrate, dettaglio da copione — annuncia che mancano 3,9 milioni per far quadrare i conti e chiede aiuto al governo.
Fin qui, il copione è quello di sempre: spese che crescono, fondi che mancano, Roma che non risponde. Ma la parte davvero comica, o tragica, è il tono.
L’assessora parla del problema come se lo guardasse dalla terrazza di casa sua, un tramonto un po’ malinconico sul bilancio comunale. Peccato che quel panorama sia il frutto diretto del suo lavoro.
Perché un assessore al bilancio non è un semplice spettatore dei conti: decide le uscite e, soprattutto, valorizza le entrate. È un mestiere di equilibrio, di scelte, di coraggio. Non basta dire “ci servono più fondi”: bisogna saperli trovare, generare, difendere.
E così paghiamo due volte: il buco nei conti e il buco nella consapevolezza.
Stanlio avrebbe guardato Ollio e detto, sospirando: “Un altro bel pasticcio.”
Solo che qui, purtroppo, non c’è niente da ridere.



