Il consenso perfetto

di Redazione · Novembre 26, 2025

Luci e ombre: il provvedimento sul consenso al rapporto sessuale

Hanno votato tutti. Meloni e Schlein si sono strette la mano, il Parlamento ha applaudito all’unanimità la riforma sul consenso sessuale. Finalmente l’Italia si adegua all’Europa. Una vittoria della civiltà, dicono. E forse lo è davvero. O forse è solo l’ennesima illusione che una legge possa cambiare ciò che solo l’educazione può trasformare. Però al momento, sembra per un ripensamento della Lega, la legge non c’è ancora. Approfondimento.

In ogni caso val la pena di tornarci perchè il consenso, quello vero, non si misura con le sentenze. Si impara da bambini, guardando come si trattano le persone che amiamo. Si costruisce nelle famiglie, si respira nelle scuole, si pratica nei rapporti quotidiani. Ma in Italia l’educazione sentimentale non esiste, il rispetto reciproco è un optional, e la comunicazione tra uomini e donne è ancora un campo minato fatto di non detti e ambiguità. Da una parte e dall’altra.

Allora scriviamo nel codice che il consenso deve essere “libero e attuale”, sperando che basti una formula magica per risolvere secoli di cultura patriarcale. E altrettanti di manipolazioni al femminile. Speriamo che i giudici sappiano riconoscere, in un’aula di tribunale, cosa passa per la testa di due persone a letto insieme. Speriamo che le vittime trovino il coraggio di denunciare, nonostante sappiamo che dovranno affrontare processi umilianti. Speriamo che gli uomini onesti non debbano camminare sulla corda, terrorizzati da ogni equivoco.

È bello sperare. Ma forse, prima di cambiare le leggi, dovremmo imparare a parlare. A chiedere. A dire sì e anche no. Non serve un codice penale per questo. Servirebbe solo un po’ di coraggio e un po’ meno paura dell’altro. Ma il coraggio, quello vero, non si vota in Parlamento.​​​​​​​​​​​​​​​​

CONDIVIDI SU

[wpzoom_social_icons id="12577"]