di Arrigo Abalti · Maggio 22, 2026
Luca Zaia ha scoperto una cosa. La cosa è che una borsa di pelle veneziana, alla Frezzeria di San Marco, è bella. Poteva tenersela per sé, questa scoperta. Non l’ha fatto.
L’ha condivisa con 680mila persone.
È questo il punto di arrivo di trent’anni di politica veneta: il Governatore più longevo d’Italia, l’uomo che ha preso il Veneto con il 77 per cento, l’architetto del federalismo che non è mai arrivato, il leone con la spada — scende alla Frezzeria, indica una vetrina, e dice: guardate che belle borse.
Marco Aurelio scriveva i Pensieri per sé. Non li pubblicava. Zaia pubblica tutto. Otto post al giorno. Cento milioni di interazioni in cinque anni. Un ritmo che Dagospia definirebbe “industriale” e che i social media manager chiamano “strategia”. Chiamiamola col suo nome: dipendenza.
Il risultato è che il Presidente del Veneto è diventato un influencer. Non un influencer qualunque: uno di quelli bravi, autentici, credibili. Uno di quelli che quando indicano una borsa, la borsa si vende. Chiara Ferragni lo faceva con il pandoro, e ci hanno scritto una legge. Zaia lo fa con la pelletteria artigianale veneziana e tutti applaudono. La differenza, a quanto pare, è il prodotto. O forse sono i follower: Ferragni ne ha venti milioni, Zaia 680mila. Sotto il milione, in Italia, sei ancora un essere umano.
Ora. Nessuno dubita che il negozio sia ottimo. Nessuno mette in discussione la pelle, il cucito, la tradizione. Venezia alla Frezzeria è Venezia vera, non quella dei selfie con i piccioni. Il problema non è la borsa. Il problema è chi la consiglia.
Quando il Presidente del Consiglio Regionale consiglia una borsa, quella borsa non è più una borsa. È un endorsement istituzionale non dichiarato. È pubblicità con il sigillo del leone alato. È la Regione Veneto che dice: andate lì, comprate lì, fidatevi di noi — dove “noi” è il confine, sempre più sfumato, tra l’uomo e la carica. E aspettiamoci che adesso partano sindaci e consiglieri imitarlo. Tenete d’occhio i social.
Zaia ha sempre detto che vuole stare vicino alla gente. C’è riuscito. È talmente vicino alla gente che ormai fa le stesse cose della gente: posta le borse, condivide i ristoranti, mostra le scarpe nuove. Manca solo il tag sponsorizzato. Manca solo la scritta “partnership commerciale” in piccolo, in alto a sinistra.
Manca. Per ora.
Nel frattempo, alla Frezzeria di San Marco, le borse vanno a ruba. Il negozio ringrazia. L’algoritmo è soddisfatto. Il Veneto ha un Presidente. Ha anche, finalmente, un personal shopper.
Sono la stessa persona. È questo il bello.



