di Simona Siotto · Ottobre 14, 2024
La disabilita ci riguarda tutti. La disabilita’ mette a nudo le profonde difficoltà relazionali del mondo in cui viviamo. E’ una parola che oramai di per se’ non definisce nulla, se non i limiti di una società che parla di inclusione ad ogni occasione, spesso non adeguatamente, ma che a conti fatti persevera a parlare tanto e a fare poco. Eppure la disabilita ci riguarda tutti. E non tanto perché ad ognuno di noi, quantomeno in età avanzata, può capitare di avere una qualche difficoltà, fisica o mentale, ma perché esiste la dimensione dell’essere disabile e del sentirsi disabile, e quest’ultima condizione deriva soprattutto dall’ambiente nel quale viviamo. E quell’ambiente è una responsabilità di ognuno di noi: di chi progetta strade e marciapiedi, di chi progetta scuole, di chi organizza le classi, di chi disegna l’architettura di una città, di chi decide una programmazione culturale. Potremmo andare avanti all’infinito. Eppure, continuiamo a fare un distinguo tra disabili e non disabili, senza renderci conto che, nel 2024, va messa al centro l’umanità del singolo e non la sua eventuale disabilita’, che accade, per carità, ma non definisce una persona. Ce lo ha insegnato in questi giorni Sammy Basso, che, nelle parole che ha lasciato e che potremmo rileggere all’infinito, ci ha messo di fronte alla grande ipocrisia che noi normodotati ci raccontiamo quotidianamente: che noi siamo bravi e belli e loro, i disabili, sfortunati e quindi brutti e quindi probabilmente infelici ed irrealizzati. E invece no. Ci sono Sammy felici ugualmente, realizzati ugualmente, anzi senza ugualmente. Persone che ricordano che ciò che ancora oggi definisce un grande uomo ed una grande donna è ciò che fa, come guarda la vita, gli obiettivi che si pone, il modo in cui tratta gli altri…. finiamola una volta per tutte di vederci un disabile. E, anche solo per un giorno, usiamo una stampella, una benda sugli occhi, sediamoci su una carrozzina, e proviamo, anche solo per un giorno, ad andare a scuola, a prendere un autobus, a mangiare in un ristorante: ci renderemmo conto immediatamente che la disabilità rende migliori chi nemmeno si rende conto di aver bisogno di migliorare.




