di Arrigo Abalti · Dicembre 12, 2024
Se la cultura tradizionale ha sempre trovato nei libri e nei monumenti il suo specchio privilegiato, oggi il cambiamento linguistico viaggia alla velocità dei social media. Il 2024 che sta per finire anche nella sonnecchiante città del Palladio, segna una svolta: parole come “Creator”, “Delulu”, “Demure”, “POV” e “Slayare”, nate o diffuse grazie a TikTok, entrano ufficialmente nel vocabolario Treccani.
Non si tratta solo di slang giovanile, ma di un fenomeno che racconta l’evoluzione della nostra società e dei nostri modi di comunicare.
Questi termini non appartengono più solo al mondo digitale, ma si sono insinuati nel linguaggio quotidiano, li sentiamo dai nostri figli, li captiamo nelle loro call quando per sbaglio entriamo nel loro spazio riservato e questi vocaboli si trasformano in simboli di una nuova creatività collettiva.
“Creator”, ad esempio, non è solo colui che realizza contenuti, ma rappresenta una figura centrale della modernità, capace di mescolare passione e professione per costruire nuove narrazioni. “Delulu”, invece, riflette l’ironia della nostra epoca, oscillando tra la dolce evasione e la critica alla fragilità dei sogni impossibili. E poi c’è “Demure”, che in origine descriveva eleganza e compostezza, ma oggi viene usato per ridicolizzare ipocrisie e affettazioni.
TikTok, con il suo linguaggio immediato e interattivo, non si limita a registrare questi cambiamenti, ma li amplifica, rendendo universali le esperienze e gli immaginari che nascono in una stanza qualsiasi, con uno smartphone in mano. “POV”, l’acronimo che invita lo spettatore a vedere il mondo attraverso un punto di vista specifico, sintetizza questa rivoluzione: non si guarda più passivamente, si partecipa, ci si immedesima. E infine “Slayare”, un verbo dal suono giocoso che celebra l’eccellenza, la capacità di sorprendere e di fare bene, trasformando ogni gesto in una piccola vittoria condivisa.
E ci piacerebbe davvero che la nostra città fosse meno demure e, anche solo ogni tanto, più slayata.
Massimo Bray, Direttore Generale della Treccani, ha raccontato come TikTok sia diventato un vero osservatorio linguistico. “Questa piattaforma valorizza la creatività delle persone, rispecchiando cambiamenti sociali rilevanti come l’esigenza di immediatezza e di interattività.” Un cambiamento che Treccani ha osservato anche grazie al suo stesso account sulla piattaforma, dimostrando come la lingua sia un organismo vivo, capace di adattarsi al contesto e di reinventarsi continuamente.
Per i tanti boomer che guardano con scetticismo a questi neologismi, potrebbe sembrare che si stia forzando un’evoluzione culturale. Eppure, come ci insegna la serie The Jackal, “Non è il futuro, è già successo.”
Anche a Vicenza, tra la storia millenaria e le nuove generazioni, queste parole rappresentano il segno di un tempo che non aspetta, un tempo che racconta il mondo con nuovi ritmi e nuovi linguaggi. E se queste parole ci aiutano a capirlo meglio, allora vale la pena di accoglierle, senza paura e con curiosità.
Provando ad accompagnarle con un po’ di coraggio per riuscire, finalmente, a slayare.
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