Vicenza all’avanguardia: al San Bortolo il 100° paziente trattato con terapia CAR-T

di Redazione · Giugno 19, 2025

La terapia cellulare che cambia il volto dell’oncologia. Il San Bortolo si conferma punto di riferimento nazionale ed europeo

 

Centomila grazie. O, più precisamente, cento. Tanti sono i pazienti che hanno ricevuto al San Bortolo di Vicenza la terapia CAR-T, una delle frontiere più avanzate nella lotta a leucemie e linfomi aggressivi. Un traguardo importante per l’ULSS 8 Berica, che non è solo il primo centro del Nord Italia ad aver avviato questo tipo di trattamento nel 2020, ma anche oggi detiene la casistica più ampia in Veneto e una delle più significative a livello nazionale ed europeo.

Non si tratta di numeri fini a sé stessi. Dietro ogni terapia c’è una persona, una speranza, una possibilità di vita che cinque anni fa sembrava ancora lontana. Oggi, grazie all’esperienza maturata, all’organizzazione messa in campo e all’approccio multidisciplinare adottato, Vicenza è diventata un esempio di buona sanità.

Una sfida vinta con il lavoro di squadra

La forza di questo percorso non sta solo nell’innovazione scientifica, ma nel modello organizzativo che lo ha reso possibile: Ematologia, Medicina Trasfusionale, Terapia Intensiva, Neurologia e Farmacia ospedaliera lavorano in stretta sinergia. E il risultato è tangibile: solo nel 2025 si prevede di trattare 45 nuovi pazienti, pari a circa due terzi dell’intera casistica regionale.

A sottolinearlo è la direttrice generale dell’ULSS 8 Berica, Patrizia Simionato, che parla di «orgoglio e consapevolezza» per aver aperto la strada in Italia a una terapia così complessa, ma anche della «dedizione di tutte le professionalità coinvolte, senza cui nulla sarebbe stato possibile».

Cos’è la terapia CAR-T?

Le CAR-T – Chimeric Antigen Receptor T cells – sono cellule del sistema immunitario del paziente, prelevate, modificate in laboratorio per “riconoscere” le cellule tumorali, e poi reinfuse per attaccarle. Un processo ad altissima tecnologia, che coinvolge laboratori in Europa e negli Stati Uniti, e che può avvenire solo in pochi centri autorizzati in Italia.

A Vicenza, la Medicina Trasfusionale gioca un ruolo chiave in tutte le fasi: dalla raccolta dei linfociti, alla manipolazione, conservazione e validazione biologica dei materiali. Un’organizzazione flessibile ed efficiente, come spiega il dott. Francesco Fiorin, che ha permesso di ridurre i tempi e garantire qualità e sicurezza anche nei pazienti più fragili.

Il futuro è già qui

Come ha evidenziato il dott. Alberto Tosetto, direttore dell’Ematologia del San Bortolo, il prossimo passo sarà l’estensione delle CAR-T anche al trattamento del mieloma multiplo. E in un futuro non lontano, si prevedono applicazioni anche in ambito non oncologico, come le malattie autoimmuni. L’obiettivo è chiaro: rendere accessibile questa terapia a un numero sempre maggiore di pazienti.

Il grazie va anche al volontariato

In questo cammino, non va dimenticato il supporto prezioso delle associazioni di pazienti, in particolare AVILL-AIL, che in questi anni hanno accompagnato concretamente famiglie, operatori e malati, contribuendo in modo silenzioso ma decisivo al raggiungimento di questo traguardo.

 

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