Gli invisibili del camice

di Arrigo Abalti · Agosto 25, 2025

Si parla sempre dei medici che mancano, mai degli infermieri. Ma senza di loro gli ospedali sono solo scatole vuote

 

C’è un dibattito che va in scena ogni giorno: mancano i medici. Giusto. Ma quasi nessuno ricorda che mancano, e sempre di più, gli infermieri. Gli eroi della pandemia sono tornati a essere comparse silenziose, retribuite con stipendi da commesso e spremute con straordinari detassati, come se la stanchezza fosse un vizio da incoraggiare.

In Italia ci sono sei infermieri ogni mille abitanti, contro i dieci della media Ocse. Uno su quattro è a un passo dalla pensione. I giovani? Non arrivano. Perché iscriversi a un corso che promette notti in bianco, responsabilità enormi e stipendi leggeri?

Eppure senza infermieri gli ospedali restano scatole vuote, i pronto soccorso non aprono, le terapie intensive non respirano. Ma nel dibattito pubblico sembrano non esistere.

Il paradosso è che in un Paese che invecchia, gli unici a non avere diritto ad invecchiare sono proprio loro. Gli infermieri, custodi silenziosi delle nostre fragilità, che ogni giorno rammendano il tessuto della vita altrui mentre vedono sfilacciarsi il proprio.

Come scriveva Montale, “un filo s’aggira per il mondo, e regge il tutto”: quel filo, oggi, ha il colore di un camice.

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