A Vicenza arriva lo Stato. Quello che si fa vedere, ma non risponde

di Arrigo Abalti · Luglio 5, 2025

I retroscena della visita in città dei due sottosegretari Molteni e Ostellari e i silenzi sulle richieste della Giustizia

 

È arrivato lo Stato, sì. In doppia versione: Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, e Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno. Palazzi istituzionali, giacche blu, sorrisi da conferenza stampa e qualche foto ben piazzata. Argomento ufficiale? Ma ovvio: sicurezza. Quella parola che, come il prezzemolo, va bene su tutto. E stavolta qualche impegno concreto c’è: telecamere, più forze dell’ordine, pattugliamenti, esercito. “Nuovi agenti entro fine anno”, promette il governo. Il sindaco Possamai scrive al ministro Piantedosi. La sicurezza è una priorità vera per Vicenza, nessuno lo nega.

Il punto è un altro. Quello che viene raccontato e quello che viene taciuto.

Perché proprio lì, dentro la Prefettura, mentre fuori si parlava di ronde e teleobiettivi, due persone hanno detto le cose come stanno. Il procuratore capo Lino Giorgio Bruno e il presidente del Tribunale Luigi Perina hanno consegnato ai due ospiti del governo un quadro preciso sulla Giustizia: Vicenza è in pieno default giudiziario. Manca un terzo dei magistrati. Manca metà del personale amministrativo. Il tribunale è una barca che tiene il mare solo grazie alla forza di volontà di chi ci lavora. Ma non per molto.

I presenti – e non era una riunione da retrobottega – erano tutti lì: il sindaco Giacomo Possamai, il presidente della Provincia Andrea Nardin, il prefetto Filippo Romano, il questore Francesco Zerilli e i comandanti delle forze dell’ordine. Tutti. Hanno sentito tutto. Eppure, nel racconto ufficiale, di quelle parole non c’è traccia.

Ostellari, che dovrebbe avere la delega alla giustizia, pare abbia reagito con toni rigidi e un florilegio di “valuteremo”. Molteni ha annuito. Nessuno dei due ha promesso niente. E a Vicenza, la giustizia, può aspettare. Come un vecchio fascicolo sulla scrivania di un giudice in pensione.

Poi, la nota curiosa. Si parla di riaprire tre tribunali: Bassano del Grappa, Alba e Lucera. Che siano proprio neo territori elettorali di Andrea Ostellari, Andrea Del Mastro Delle Vedove e Francesco Paolo Sisto sarà senz’altro una coincidenza. Ma nel Paese delle coincidenze strategiche, la geografia politica conta. Vicenza, che nel frattempo affonda nelle promesse della politica di aumento dell’organico in via Ernesto Gallo e del tribunale di Bassano.

Fuori, a Campo Marzo, con la bandiera del Leone di San Marco sullo sfondo, si annunciano controlli e rinforzi. Dentro, nessuno ha voluto fare un cenno alle parole del Procuratore e del Presidente del Tribunale. Come se fossero dettagli. Come se non fosse rilevante che la città capoluogo abbia un tribunale al collasso. Un’occasione persa per chi ha organizzato l’evento che, così, rischia di sembrare solo una passerella costruita male. Quasi un’autogoal.

E così Vicenza resta con una risposta a metà. Sulla sicurezza, qualche impegno. Sulla giustizia, il silenzio. Lo Stato è passato di qui. Ha visto, ha sentito, ha scelto cosa raccontare. E cosa dimenticare.

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