Cicchetti commissario dell’AGE.NA.S e 20 milioni al Bambino Gesù: la cura Meloni per la sanità in panne

di Redazione · Agosto 4, 2025

Il decreto-legge di agosto sblocca l’Agenzia per i servizi sanitari regionali paralizzata dai vertici decaduti e garantisce risorse strutturali all’ospedale pediatrico vaticano. Due interventi chirurgici per rilanciare governance e eccellenze del sistema

 

Il decreto-legge 110 del primo agosto rappresenta un intervento chirurgico sulla governance sanitaria italiana, con due operazioni precise e ben calibrate. Da un lato il commissariamento dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, affidata ad Americo Cicchetti in attesa del via libera della Conferenza Stato-Regioni; dall’altro il sostegno strutturale all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù con 20 milioni di euro annui. Due mosse che fotografano perfettamente le priorità del sistema sanitario contemporaneo.
L’AGE.NA.S attraversava una fase critica che richiedeva una risposta immediata. Con i vertici decaduti e le procedure di nomina incagliate, l’Agenzia rischiava la paralisi proprio mentre deve gestire progetti strategici del PNRR: telemedicina, portale della trasparenza, piattaforma nazionale per le liste d’attesa. Non esattamente il momento per permettersi il lusso dello stallo istituzionale.
La scelta di Americo Cicchetti, esperto di management sanitario e già docente universitario, appare tecnicamente solida. Il commissario straordinario – il cui mandato scadrà il 31 dicembre 2025 – concentrerà nelle sue mani tutti i poteri ordinari e straordinari previsti dallo Statuto per Presidente, Direttore generale e Consiglio di amministrazione. Una formula di accentramento che dovrebbe garantire decisioni rapide ed efficaci.
L’AGE.NA.S non è infatti un ente qualunque: coordina i rapporti tra Stato e Regioni, valuta le tecnologie sanitarie attraverso l’Health Technology Assessment, gestiona l’educazione continua in medicina, monitora i piani di rientro dal disavanzo sanitario regionale. Funzioni che richiedono continuità operativa, soprattutto in una fase in cui la digitalizzazione della sanità sta accelerando grazie alle risorse europee.
Sul versante del Bambino Gesù, il decreto affronta con pragmatismo una peculiarità giuridica che meritava attenzione da tempo. L’ospedale pediatrico, riconosciuto come ente extraterritoriale ma operante nel nostro Sistema sanitario nazionale, svolge funzioni assistenziali di eccellenza per pazienti provenienti da tutto il territorio nazionale e dall’estero. Una posizione unica che richiedeva un meccanismo di finanziamento ad hoc.
I venti milioni di euro annui previsti dal decreto non rappresentano risorse aggiuntive, ma una rimodulazione intelligente di fondi già esistenti del Piano sanitario nazionale. Una scelta che rispetta i vincoli di bilancio pubblico pur garantendo il riconoscimento delle funzioni assistenziali svolte dalla struttura. Il meccanismo prevede che l’importo venga determinato sulla base delle attività effettivamente erogate e rendicontate, introducendo elementi di proporzionalità e controllo che evitano sprechi o finanziamenti a pioggia.
Interessante la procedura prevista per l’assegnazione definitiva delle risorse: decreto del Ministro della Salute in concerto con l’Economia, previa intesa in Conferenza Stato-Regioni. Un iter che garantisce il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali interessati e la verifica della compatibilità con gli obiettivi più generali del sistema sanitario.
L’architettura normativa del decreto – tre articoli snelli e mirati – testimonia un approccio pragmatico ai problemi della governance sanitaria. Nel caso dell’AGE.NA.S, si evita che procedure complesse di nomina paralizzino un ente strategico. Per il Bambino Gesù, si formalizza un riconoscimento delle funzioni svolte che era probabilmente necessario da tempo, considerata la specificità della struttura e il suo ruolo nell’eccellenza pediatrica italiana.
Non si tratta di rivoluzioni copernicane, ma di aggiustamenti tecnici che dimostrano capacità di lettura dei problemi concreti. In un sistema complesso come quello italiano, dove si intrecciano competenze statali e regionali, enti pubblici e privati, normative nazionali e accordi internazionali, questo tipo di interventi di fine-tuning sono spesso più efficaci delle grandi riforme.
Il vero test sarà nei risultati: se Cicchetti riuscirà a traghettare l’AGE.NA.S verso una nuova stabilità organizzativa e se il sostegno al Bambino Gesù si tradurrà in un miglioramento misurabile delle prestazioni erogate. Ma intanto, almeno sulla carta, le condizioni per rilanciare due pilastri della sanità italiana ci sono tutte. E questo, in tempi di permanente emergenza sanitaria, non è poco.​​​​​​​​​​​​​​​​

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