di Redazione · Ottobre 3, 2025
Da Formaggio a Rucco, da Gonzo a Pavan: un mosaico di esperienze che racconta la strategia del partito in Veneto
A Vicenza Fratelli d’Italia presenta una lista che più che un elenco di candidati sembra un manuale di strategia politica. Nove nomi, ciascuno con una storia diversa, ma tutti con un denominatore comune: presidiare ogni spazio elettorale possibile. È la logica di un partito che, alle Regionali, non si accontenta di confermare la propria forza, ma punta a strutturarsi come guida indiscussa del centrodestra veneto.
La scelta di Joe Formaggio è quasi naturale: consigliere regionale uscente, padre della “zona rossa” a Vicenza, protagonista di battaglie sulla sicurezza e contro il degrado, paladino della legittima difesa. Personaggio mediatico e divisivo, capace di parlare al mondo venatorio e a quello della protesta popolare. Un candidato che porta voti trasversali, ma anche il rischio di accendere polemiche continue.
Accanto a lui, Francesco Rucco: già sindaco di Vicenza ed pure presidente della Provincia, lungo passato nella destra, poi una pausa civica e il ritorno in Fratelli d’Italia due anni fa. Rappresenta il profilo istituzionale della lista: carattere moderato, capacità amministrativa, radicamento in città. Un ritorno che offre al partito il volto rassicurante della continuità senza eccessi.
Sergio Berlato è il veterano della lista: una carriera lunga, tra Venezia e Bruxelles iniziata nel 1990 con la civica dei cacciatori alle ultime Regionali della Prima Repubblica, che consegna alla lista un capitale politico fatto di esperienza e fedeltà di lungo corso.
Andrea Nardin, presidente della Provincia e ultimo arrivato in Fratelli d’Italia, prova a incarnare l’amministratore che porta valore aggiunto alla destra: radicato nel territorio, istituzionale, con l’ambizione di unire il pragmatismo del governo locale alla visione regionale.
Con Francesco Enrico Gonzo, sindaco di Isola Vicentina, si investe sul futuro: un amministratore giovane ma già collaudato, sindaco di Isola Vicentina al terzo mandato, capace di coniugare pragmatismo e visione manageriale.
Elena Pavan, ex sindaca di Bassano, è il volto del riscatto: una figura che, pur uscita sconfitta dalle urne comunali, prova a rilanciare in un’area cruciale della provincia.
Cristina Zanini, avvocato e professionista, ma in passato vicesindaco di Monticello Conte Otto, rappresenta invece il legame con il mondo delle professioni e porta in lista la voce della competenza giuridica e tecnica.
Teresa Sperotto, sindaco di Fara Vicentino, aggiunge il profilo dell’amministratrice di un territorio che conosce bene. È la voce dei comuni medi e piccoli, la parte spesso dimenticata della politica regionale, ma decisiva per costruire consenso diffuso.
Infine Giulia Sottoriva, giovane ma con un posizionamento preciso: rappresenta il mondo venatorio dell’Associazione Cacciatori Veneti di Berlato. Una candidatura che parla direttamente a un elettorato organizzato, compatto e fedele, decisivo in molte sfide territoriali.
Nel loro insieme, questi nove nomi raccontano un partito che vuole tenere insieme più anime: quella popolare, quella istituzionale, quella territoriale e quella generazionale. È un equilibrio complesso, che dovrà dimostrare la sua efficacia alle urne.
La morale, però, è che questa lista è anche un test per Fratelli d’Italia: non basterà più fare competere con gli altri, servirà governare se stessi. Perché se il partito di Giorgia Meloni vorrà davvero diventare la casa di tutte le destre venete, dovrà imparare a tenere insieme cacciatori e avvocati, sindaci e studenti, nostalgie e futuro. Non è detto che sia più facile che vincere le elezioni.




