di Arrigo Abalti · Maggio 11, 2025
Forza Italia cambia pelle e riparte dagli amministratori locali
Chiamiamola pure “operazione territorio”. Quella messa in campo da Forza Italia nel Vicentino, e nel Veneto, ha il sapore di una strategia politica ben calibrata. Tredici congressi locali, amministratori che rispondono “presente” all’appello, un coordinatore provinciale che non usa giri di parole: “Stavolta faremo un eletto”. Punto.
Zanettin, ora profeta del nuovo corso toscano, ha fatto sua l’idea che la partita delle Regionali si gioca anche e soprattutto sui territori, tra le comunità locali, nei comuni dove la politica incontra quotidianamente i cittadini. Ed è proprio qui che gli azzurri stanno concentrando i loro sforzi.
Il nome di Flavio Tosi come “ottimo candidato presidente” si inserisce perfettamente in questa visione. È l’espressione di un modo di fare politica che guarda al pragmatismo, all’esperienza amministrativa come valore aggiunto.
La lista che si va componendo racconta la filosofia del progetto. Il vicesindaco di Bassano Mariano Scotton, l’ex assessore Isabella Dotto, il sindaco di San Pietro Mussolino Gabriele Tasso. Figure con un comune denominatore: l’esperienza diretta nell’amministrazione locale. Vengono in mente le parole di Andreotti: “Le liste sono come le processioni. Contano i portatori delle statue, non le statue”.
C’è una strategia che punta a valorizzare figure radicate nei territori come Jacopo Maltauro, che “viene dato in avvicinamento”. La formula di rito che precede la solita conferenza stampa in cui riceverà la benedizione dei prelati forzisti e verrà accolto nella casa azzurra per poi essere l’investimento sui giovani che Forza Italia dimostrerà inserendolo nella lista per le regionali. E non sfugga il messaggio politico lanciato con quella formula: “valori atlantisti, liberali, europeisti”, un modo per nobilitare il cambio di casacca del giovane meraviglioso che ha lasciato un mese fa la Lega. Un posizionamento chiaro nello spazio politico moderato.
Quello a cui stiamo assistendo è, in realtà, il “metodo Tosi” applicato alla lettera. Una strategia distinta dalla vecchia logica berlusconiana della cooptazione dall’alto. Qui siamo di fronte a un approccio quasi scientifico: andare allo scouting degli amministratori locali.
Tosi lo ha compreso da tempo, da quando faceva il sindaco di Verona: gli amministratori sono le figure meglio indicate a rappresentare un territorio che cerca interlocutori vicini alle proprie esigenze. Sono quelli che ogni giorno hanno il polso delle aspettative nei propri comuni, quelli addestrati a raccogliere e gestire consenso sul campo. Una logica pratica quella dell’ex sindaco scaligero, che ha lo stile di chi deve governare e non quello di chi si ferma troppo a considerazioni ideologiche.
La peculiarità dell’approccio di Forza Italia in questa fase si caratterizza proprio per l’accento posto sull’efficacia, sulla presenza territoriale, sugli amministratori come ponte tra le istituzioni e i cittadini. In questo senso, le provenienze politiche passano in secondo piano rispetto alla capacità di rappresentare concretamente le istanze locali. Quindi niente omelie sulla militanza, perchè l’unica che conta per Tosi, è quella degli eletti. Voti, preferenze, mandati svolti, risultati ottenuti da amministratore. Il resto è la noia delle chiacchiere di una politica da narrazione, non da risultati.
Mentre la politica nazionale dibatte sui grandi temi, Forza Italia nel Vicentino costruisce la sua proposta partendo dal basso, dai territori, dalle amministrazioni locali. Un’operazione che riporta la politica ad una dimensione sottovalutata a molti latitudini: quella del servizio alle comunità e dell’ascolto delle loro esigenze.



