Il camice e il pugile

di Redazione · Marzo 16, 2026

Tremila aggressioni l’anno al personale sanitario veneto. Le nuove norme? I sindacati le chiamano palliativi. E hanno scelto la parola giusta

Tremila aggressioni l’anno in Veneto. Tremila l’anno prima. Tremila quello ancora prima. A un certo punto smette di essere un’emergenza e diventa un paesaggio. E i paesaggi non fanno più notizia.
Il ministero della Salute ha risposto con un pacchetto di misure. Tra queste, i corsi di autodifesa per il personale sanitario. Corsi di autodifesa. La traduzione è brutale nella sua onestà: non siamo riusciti a rendere civile il Pronto Soccorso, quindi vi insegniamo a parare i cazzotti.
I sindacati le hanno chiamate «palliativi». È una parola scelta bene, forse senza volerlo. I palliativi si danno quando si è rinunciato a guarire.
Il 72,4% delle vittime è donna. La fascia d’età più colpita va dai 30 ai 39 anni — quella in cui si è già abbastanza esperti da reggere un reparto e ancora abbastanza giovani da crederci. È su quella fascia che si scarica la furia di chi arriva al Pronto Soccorso con ore di attesa addosso, con la paura addosso, con anni di sportelli, di numeri, di «torni domani» addosso. E trova davanti a sé qualcuno in camice bianco su cui sfogare tutto.
Chi aggredisce ha torto. Sempre, senza attenuanti. Ma il contesto non nasce dal nulla.
Si è costruito nel tempo un sistema che tratta il paziente come una pratica e l’operatore come un ingranaggio. Poi ci si stupisce che l’ingranaggio si inceppi e la pratica esploda. Giovanni Leoni, segretario di Cimo Veneto, dice che la deterrenza comincia a scuola, in famiglia, nei Social. Ha ragione. Ma quella deterrenza arriva prima. Le misure — telecamere, polizia, psicologi per i dipendenti aggrediti — arrivano dopo. Dopo che qualcuno ha già alzato la mano.
La vera diagnosi è altrove, ed è scomoda. Non si tratta di violenza nei Pronto Soccorso. Si tratta di un Paese che ha smesso di prendersi cura di chi si prende cura di lui. Il resto sono palliativi. Perché il Paese, quando vuole, sa come difendersi.

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