di Redazione · Agosto 22, 2025
Lo strano mutismo della politica
Carlo Bramezza, direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana, è stato pestato a Treviso a calci e pugni. L’aggressore, già noto alle forze dell’ordine, è agli arresti da oggi. Ma il dato più inquietante non è la violenza: è il silenzio che l’ha seguita.
Bramezza non è un cittadino qualsiasi: è un manager pubblico, scelto e difeso da Luca Zaia e Manuela Lanzarin. Eppure, oggi che viene aggredito in pieno centro, la politica che lo ha scelto, tace. Nessuna dichiarazione, nessuna presa di posizione. Lo stesso vale per la politica bassanese: muti.
A riempire il vuoto ci pensano i social, dove rimbalzano commenti pesanti e insinuazioni tutte da verificare. Frequentazioni notturne, via vai sospetti: parole che diventano fango proprio perché manca una voce istituzionale chiara.
E allora la domanda resta sospesa: perché questo silenzio? Paura di dire troppo o consapevolezza che non tutto sia limpido?
Il caso Bramezza non è solo un’aggressione: è la radiografia di un sistema che davanti a un suo uomo preferisce arretrare. E in politica, a volte, il silenzio non protegge: condanna.




