Il conto non lo paga il bambino

di Arrigo Abalti · Agosto 29, 2025

Un lido di Milano Marittima vieta l’ingresso ai piccoli sotto i dieci anni. Ma al ristorante, più che i bambini, il vero problema restano i genitori che non li sanno gestire

 

 

Un lido di Milano Marittima ha deciso: niente bambini sotto i dieci anni al ristorante. E via con il dibattito infinito tra chi invoca la pace durante la cena e chi grida alla discriminazione.

La verità, però, è che i bambini non sono mai il vero problema. Lo diventano solo quando chi dovrebbe guidarli – i genitori – abdica al proprio ruolo. Non è colpa di un bimbo se corre tra i tavoli come fosse la finale dei cento metri. Non è colpa di una bambina se trasforma il pane in coriandoli da lanciare. È colpa di chi, seduto al tavolo accanto, fa finta di nulla. O peggio, sorride compiaciuto come se il figlio fosse l’attrazione del locale.

Il risultato è che si demonizza l’infanzia invece di chiamare in causa l’educazione. Sarebbe come vietare l’ingresso ai cani perché alcuni padroni non raccolgono i bisogni. O alle automobili perché certi automobilisti guidano da incoscienti.

Il punto non è bandire i bambini dai ristoranti, ma insegnare agli adulti a comportarsi da genitori anche fuori casa. Perché un bambino che si annoia al tavolo, e viene lasciato a sé stesso davanti a uno schermo o a una corsa sfrenata, non è maleducato: è solo un bambino. Maleducato, semmai, è l’adulto che non si prende la briga di spiegargli come stare al mondo.

Forse la vera rivoluzione non è inventarsi ristoranti child free, ma ricordare che la libertà dei bambini – come quella di tutti – si misura sulla responsabilità dei grandi.

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