Il passo lungo della memoria: Ivano Tolettini ai tg di Vicenza e Bassano

di Arrigo Abalti · Novembre 20, 2025

 

Nelle redazioni locali gli avvicendamenti raramente diventano notizia, e forse è un peccato: perché raccontano più di un semplice cambio di ruolo. La nomina di Ivano Tolettini alla guida dei tg di Rete Veneta per Vicenza e Bassano appartiene proprio a questa categoria di passaggi silenziosi che però contano.

Tolettini è un volto noto del giornalismo vicentino da più di trent’anni.

Chi ha attraversato quella stagione lo ricorda negli anni di Tangentopoli 1993-94, quando i cronisti si dividevano tra udienze, verbali, conferenze stampa dal retrogusto amaro e un territorio che scopriva all’improvviso la fragilità della propria immagine. Erano mesi in cui serviva più pazienza che retorica, più ascolto che protagonismo.

E Tolettini quel passo ce l’aveva: un modo di stare sulle storie che non cercava il colpo di scena, ma la sostanza.

Questa sobrietà è rimasta il suo tratto.

Chi lo conosce sa che non ama i riflettori più del necessario, e che il mestiere lo vive con quella concretezza un po’ ruvida tipica della provincia: si lavora, si verifica, si racconta.

Senza spettacoli.

Per questo, il suo arrivo alla guida dei tg locali rappresenta una scelta che ha un significato.

Non per immaginare svolte clamorose — non è nel suo stile — ma perché porta dentro un elemento che oggi vale doppio: una memoria lunga, costruita tra giornali, territori, inchieste, relazioni umane, errori e ripartenze. Quel tipo di memoria che permette di distinguere le mode dai fenomeni, le polemiche vere da quelle di un pomeriggio, e le notizie utili da quelle che si esauriscono nei titoli.

La tv locale vive una stagione difficile: frammentata, veloce, continuamente sfidata da piattaforme che promettono tutto e subito.

In questo contesto, l’idea di affidarsi a chi ha visto passare molte stagioni — e ha imparato a non farsi abbagliare da nessuna — è una scelta che merita attenzione.

Non sarà una rivoluzione.

Sarà piuttosto una linea: chiara, solida, riconoscibile.

E, nel mondo dell’informazione di oggi, non è poco.

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