di Arrigo Abalti · Settembre 30, 2025
A Bassano un 13enne aggredito da coetanei mentre altri riprendevano la scena con lo smartphone. La violenza diventa intrattenimento, l’indifferenza il vero marchio di questa generazione
Un ragazzo di 13 anni massacrato a calci e pugni per i soldi delle giostre. Succede a Bassano, ma potrebbe succedere ovunque. Mentre lui veniva picchiato, altri filmavano la scena con lo smartphone: non per chiamare aiuto, ma per avere un video da postare sui social.
C’è tutta la nostra epoca, in quel pestaggio. La violenza non basta più, deve diventare contenuto. Non si colpisce solo per un gettone del luna park, ma per un gettone di visibilità: la moneta che vale più di tutte, quella dei like.
Gli adulti guardano sgomenti e parlano di baby gang, ma forse il problema è più grande: è la solitudine di ragazzi cresciuti nell’idea che conti solo apparire, che un amico non è qualcuno che ti tende la mano, ma qualcuno che ti filma mentre vieni colpito. È la resa di una comunità che ha smesso di educare, lasciando che a farlo fossero gli algoritmi.
Il 13enne di Bassano guarirà dalle botte. Ma la ferita che resta è un’altra: l’indifferenza degli spettatori, la trasformazione della sofferenza in intrattenimento. Perché un domani, più dei pugni ricevuti, quel ragazzo ricorderà di essere stato solo.



