Il valzer di Montecchio

di Arrigo Abalti · Febbraio 3, 2026

FdI propone il taser per la Polizia Municipale, il Sindaco non dice no, ma neanche sì

Succede a Montecchio Maggiore. Ancilla Cavaggion, Fratelli d’Italia, propone il taser per i vigili urbani. Il sindaco Silvio Parise, che governa con il centrosinistra, non dice no. Dice: “Vediamo cosa ne pensa la giunta”. Che tradotto dal politichese significa: la porta non è chiusa. Anzi, è socchiusa.
Strano, direte voi. Un’opposizione che propone, una maggioranza che non respinge. In tempi di risse da stadio e di Consigli comunali trasformati in arene gladiatorie, vedere dialogo e disponibilità fa quasi tenerezza. Come trovare un fiore nel cemento.
Ma chi conosce le dinamiche locali sa che dietro quel “ne parliamo in giunta” si nasconde una partita più grande. Parise è inclusivo per storia democristiana, tende la mano, si mostra aperto. Troppo aperto, forse. E il centrodestra, che annusa l’aria, capisce che la maggioranza potrebbe diventare variabile.

La civica di Gianfranco Trapula governa con il PD e le liste di centrosinistra da un anno e mezzo. Ma Trapula viene da una lunga storia di centrodestra. Ha cambiato casacca per questa consiliatura, e ora i suoi ex compagni di strada non cercano di riaccoglierlo. Vogliono sostituirlo.
In ballo non c’è solo il taser. Ci sono la poltrona di vicesindaco, gli assessorati, la presidenza del Consiglio. Pezzi di potere che fanno gola, soprattutto quando l’attuale maggioranza si è -sembra – raffreddata con l’ex sindaco. Il centrodestra avanza pedine, testa le reazioni, studia le crepe. E la sinistra osserva. Perché è difficile che resti a guardare mentre le manovre di Palazzo ridisegnano gli equilibri. Improbabile che lasci passare tutto questo inerte.

E poi c’è il taser, che è un oggetto curioso. Fortemente voluto da Lega e Fratelli d’Italia, che ne hanno fatto un totem della sicurezza. Eppure lo si trova a macchia di leopardo, senza logica apparente. A Thiene, amministrazione di centrosinistra, lo hanno adottato. E allora perché non a Montecchio, dove il centrodestra propriamente detto è all’opposizione? Nel capoluogo Vicenza, invece, il sindaco Possamai non ne vuole sentir parlare. Molte amministrazioni di centrodestra lo lasciano in sospeso, in una sorta di limbo decisionale.
Alla fine non si capisce più se sia volontà politica o scelta dei comandanti di polizia locale. Se sia davvero una questione di sicurezza o solo l’ennesima bandierina da piantare. Un simbolo da agitare più che uno strumento da utilizzare.

A Montecchio si discute di sicurezza. Ma si tratta una spartizione. E quando calerà il sipario su questa legislatura, qualcuno potrebbe ritrovarsi fuori dal palco, sostituito da chi aspettava paziente il suo turno. Con buona pace del dialogo istituzionale, delle belle intenzioni e dei 50.000 volt di deterrenza.​​​​​​​​​​​​​​​​

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