di Arrigo Abalti · Dicembre 27, 2024
Con il termine del 2024, è il momento di valutare l’operato del sindaco Giacomo Possamai e della sua giunta. Una valutazione amministrativa, più che politica, che faccia la somma dei risultati e anche degli insuccessi, lo abbiamo fatto sentendo i giudizi anche di elettori dell’attuale Centrosinistra e questi sono voti. Sindacabili, come quasi tutto nella vita.
Tra segnali di concretezza e sfide ancora aperte, l’amministrazione chiude l’anno con una media complessiva di 5,6, segno di un percorso che ha bisogno di un cambio di passo deciso nel 2025. Ecco la pagella aggiornata.
Giacomo Possamai – Sindaco
Voto: 7+
Giacomo Possamai si è distinto per il suo impegno e la sua dedizione al ruolo. Molto presente e molto energico, ha saputo mantenere il dialogo con i cittadini e, ancora meglio, con gli stakeholder della città, sa gestire i rapporti e si muove a suo agio dovunque, consolidando la sua figura come punto di riferimento. Le note dolenti sono altre. Il suo approccio appare più politico che amministrativo, con una strategia ancora in via di definizione. Nelle ultime settimane del 2024, il sindaco ha dato segnali di concretezza: alcuni cantieri sono partiti e altri si sono conclusi, dimostrando la volontà di passare dalle parole ai fatti.
Davanti a sé ha alcune sfide cruciali che potrebbero definire la sua reputazione da sindaco: l’avvio della Biblioteca Bertoliana con il suo timbro personale, la rigenerazione dell’Ex Macello, la trasformazione di Piazza Matteotti e la gestione del cantiere della TAV.
Rimane, però, ancora oscura la sua agenda sulle politiche per la sicurezza, un tema molto sentito in città e che Possamai sembra lasciare al Centrodestra. La sua ricetta, se c’è, al momento non si vede. E la cancellata in – una parte di Campo Marzo – pur pregevole, non basta.
Commento: Un sindaco energico e presente, con segnali positivi di concretezza sul finire dell’anno. Ora sarà interessante vedere come saprà stupirci sulle grandi sfide del 2025. Che finirà con il giro di boa del suo mandato.
Isabella Sala – Vicesindaca e Assessora alle Risorse Economiche, Lavoro e Pari Opportunità
Voto: 5
In un anno complesso, Isabella Sala si è distinta più per la sua assenza che per i risultati ottenuti. Il suo ruolo da vicesindaca è apparso marginale rispetto al protagonismo del sindaco e di altri assessori. Particolarmente criticata è stata la gestione dell’aumento delle rette scolastiche, che ha generato grande delusione tra le famiglie. Memorabile, in senso negativo, la “scena muta” nel dibattito in consiglio comunale, che ha sottolineato il suo passo indietro rispetto alle responsabilità della delega al Bilancio, in questo caso appaltata all’agente della riscossione Selmo.
Commento: Figura debole e poco incisiva, il suo contributo nel 2024 è stato pressoché invisibile. C’è un lavoro da fare.
Cristina Balbi – Assessora allo Sviluppo Economico e al Territorio
Voto: 5+
Cristina Balbi ha fatto un uso frequente del termine “rigenerazione urbana”, un concetto affascinante ma non sempre adeguato, nel suo caso, poiché non si registrano provvedimenti realmente innovativi o strategici in questo ambito. Con la sola eccezione del parcheggio a San Silvestro. La sua presenza nella cronaca amministrativa è stata debole, con un approccio che sembra più orientato a mantenere rendite di posizione che a proporre politiche di reale trasformazione per il territorio. E non si capisce se è una scelta low profile o una mancanza di capacità.
Commento: Una performance ancora scarsa, se ha un’agenda farebbe bene a renderla pubblica, magari con una delibera consigliare di indirizzo che tracci la map road del suo assessorato per “rigenerare” davvero la città. Rigenerazione urbana è una promessa non mantenuta.
Sara Baldinato – Assessora all’Ambiente, Politiche Energetiche e Patrimonio
Voto: 5
L’attività dell’assessora Baldinato è apparsa più orientata verso eventi simbolici e dichiarazioni pubbliche, senza però tradursi in un cambio di passo strutturale sul fronte delle politiche ambientali. Le iniziative annunciate mancano spesso di una chiara programmazione, il dove siamo e il dove vogliamo arrivare, e non affrontano in modo incisivo questioni cruciali come la qualità dell’aria e la gestione sostenibile del territorio. Buona volontà e buone intenzioni non bastano.
Commento: Buona presenza mediatica, ma poca sostanza. L’ambiente merita un approccio più deciso e mirato per garantire un reale cambiamento. Anche perchè Baldinato sovrintende ad un settore cruciale per il futuro della città ed invertire la tossicità della nostra aria non è un gioco da boy scout.
Ilaria Fantin – Assessora alla Cultura, Turismo e Attrattività della Città
Voto: 6
Un fine anno positivo ha permesso all’assessora Fantin di recuperare parzialmente terreno, grazie all’inaugurazione dell’Ala Roi di Palazzo Chiericati, un evento importante per la città. Tuttavia, rimangono dubbi sulla visione generale delle politiche culturali, che sembrano spesso delegate all’arcipelago di soggetti esterni e prive di un coordinamento organico da parte dell’amministrazione. Il riflesso pavloviano dell’operatrice culturale si fa sentire, impedendo di superare la frammentazione autoreferenziale dei vari soggetti culturali cittadini. Un po’ di autorevolezza su, non è un dettaglio.
Commento: Piccoli passi avanti, ma manca una strategia culturale unitaria e incisiva. Un po’ di autorevolezza su, non è un dettaglio.
Cristiano Spiller – Assessore ai Lavori Pubblici e alla Mobilità
Voto: 6-
Nonostante una presenza costante e il suo impegno visibile, Spiller dà l’impressione di essere il “criceto sulla ruota”: tanto movimento, ma pochi risultati concreti. Pur intervenendo su diversi fronti della manutenzione stradale e della mobilità, manca lo scatto del purosangue capace di portare un vero cambio di passo. Tantissimo impegno, è il volto della voglia di fare, ma i risultati ancora non si vedono. E soprattutto la mobilità va messa a posto, perchè il traffico paralizzato in certe ore del giorno è peggiorato.
Commento: Sufficienza risicata per l’impegno, la buona volontà, ma serve più incisività e risultati tangibili per lasciare il segno.
Matteo Tosetto – Assessore alle Politiche Sociali, Quartieri, Partecipazione e Personale
Voto: 6=
Non ci siamo accorti della differenza tra l’assessore di Centrodestra e quello di Centrosinistra. Tosetto è uguale, amministrativamente, a quando era assessore di Rucco. In un assessorato, quello agli Interventi Sociali, dove nessun assessore è mai uscito con le ossa rotte. Anzi. È una macchina che funziona da sola con qualunque amministratore. Va rilevato però che almeno danni non ne ha fatti. Chiude l’anno con due criticità aperte: l’Albergo Cittadino che sta per essere demolito ed a cui non ha ancora trovato una reale alternativa e la riforma bulgara delle circoscrizioni, un episodio da dimenticare tra le pagine della finta democrazia in salsa vicentina.
Commento: Una sufficienza risicata per un assessore che non genera problemi, ma, come diceva il suo antico maestro, Silvio Berlusconi, gli manca il quid.
Leonardo Nicolai – Assessore alle Politiche Giovanili, Digitalizzazione e Innovazione
Voto: 5
L’approccio dell’assessore Nicolai alle politiche giovanili si è rivelato sostanzialmente ideologico e movimentista, concentrandosi più sull’organizzazione di eventi e sulla, sua, necessità di marcare la componente di sinistra di cui si sente portatore, ma quanto a costruzione di politiche solide e strutturate, non ci siamo. Anzichè navigare a vista con piccole iniziative di maniera, ci saremmo aspettati un piano, un progetto, il suo, sulle Politiche Giovanili. Fare l’assessore richiede molto più che organizzare feste rock: serve una visione e quella visione va messa a terra con un provvedimento, al momento assente.
Commento: Molto rumore per nulla. Serve concretezza e una strategia chiara, non la spettacolarizzazione delle appartenenze.
Giovanni Selmo – Assessore all’Istruzione ed Edilizia Scolastica
Voto: 4,5
La gestione dell’aumento delle rette scolastiche e delle tariffe degli asili nido è stata percepita come particolarmente punitiva nei confronti delle famiglie, generando confusione ed imbarazzi. Selmo ha assunto il ruolo di “esattore” per il servizio riscossioni del Comune più che quello di un assessore attento ai bisogni educativi. E incaponirsi non serve.
Commento: Prestazione insufficiente. Indubbiamente ha il premio dell’assessore meno adeguato al ruolo, e la fuga del suo dirigente la dice lunga. Le famiglie e le scuole chiedono soluzioni, non imposizioni ideologiche.
Leone Zilio – Assessore allo Sport, Grandi Eventi e Parco della Pace
Voto: 6,5
Ha organizzato eventi sportivi e promosso l’utilizzo del Parco della Pace. Tuttavia, l’affluenza e la partecipazione della cittadinanza non sempre sono state all’altezza delle aspettative. Ma molti eventi di successo hanno la sua regia, l’Adunata degli Alpini e il video mapping di Natale su tutti. Ha scelto il low profile, e forse ha ragione, ma un maggiore protagonismo ci aiuterebbe a capire se è davvero bravo come molti dicono, da una parte e dall’altra degli schieramenti.
Commento: Iniziative valide, il lavoro c’è, ma lui non si vede. Ed i risultati hanno bisogno di una faccia.
Conclusioni Generali
La giunta Possamai chiude il 2024 con una media complessiva di 5,6, segno di un anno ancora insufficiente per un’amministrazione che non è ancora a regime. Se da un lato ci sono stati impegno e presenza su alcuni temi, dall’altro spiccano figure che si sono rivelate inadeguate, con scarsa visione strategica e un’eccessiva frammentazione. Il 2024 ha mostrato qualche colpo d’ala, indubbiamente, ma alcuni autogoal sono evidenti, cosa che nel 2023, durante la luna di miele, non si era visto.
Media complessiva: 5,6
Il 2025 dovrà rappresentare un cambio di passo deciso per recuperare la fiducia dei vicentini, perchè il talento del sindaco non basta. Al di là delle posizioni politiche, alcune criticità ci sono segnalate anche da molti elettori del Centrosinistra che non si sentono adeguatamente rappresentati. E poi non dimentichiamo che il talento di Possamai si dovrebbe dimostrare anche nella scelta dei collaboratori, i quali, se non funzionano, devono cambiare marcia o essere sostituiti.
E il precedente di Rucco che ha avvicendato molti assessori generando antipatie e frammentazioni nel Centrodestra, non può essere l’unica bussola per una buona amministrazione. La quale si dovrebbe sempre misurare sui risultati molto prima che sulle appartenenze o sui rapporti personali.
In fondo il futuro lo si scrive adesso ed è ancora in divenire. Anche a Vicenza.
“Lo vedi il futuro laggiù? È più grande di me e di te” Paolo Sorrentino – Parthenope.



