La Zanzara nel Formaggio

di Arrigo Abalti · Marzo 23, 2025

Provocazioni, magliette e dibattiti: il fan club de La Zanzara di Radio24 cena ad Albettone tra trash e politica

 

La scena sembra uscita da un film di fantascienza, ma il sapore è tutto nostrano: il fan club de La Zanzara si riunisce per una cena epica, la decima perché se ne fa una ogni anno dal 2014, un raduno che ci porta in tempo zero nel bar di Mos Eisley di Guerre Stellari. Umanità varia, personaggi pittoreschi che paiono arrivare da galassie lontane, ma che in realtà sono i volti, le voci e i modi ruvidi che riconosciamo ogni giorno sintonizzandoci su Radio24. È un’Italia viva, caotica, contraddittoria, quella che si ritrova a tavola nel ristorante di Joe Formaggio, ri-candidato alle Regionali del Veneto e autoproclamatosi gestore del “peggior ristorante della regione”. Un biglietto da visita che, in fondo, è già una promessa elettorale: l’autenticità che usa il paradosso come messaggio politico.

La serata si apre con l’ingresso trionfale di Giuseppe Cruciani, il conduttore-padrone di casa radiofonico, una star per il suo popolo che lo accoglie con un boato festoso. Non perde tempo e subito lancia una stoccata a Formaggio, prendendolo di mira per la sua recente performance al campo rom di Torri di Quartesolo.
È il segnale: il caos può iniziare.

Tra i tavoli si accendono discussioni feroci, degne di un’arena gladiatoria. Putiniani contro trumpiani, tifosi di Zelensky che si scambiano occhiate al vetriolo, ma anche filo nazi da Rocky Horror Picture Show, simpatizzanti di Giorgia Meloni o di Matteo Salvini, nostalgici di Berlusconi e umanità varia, mentre il vino scorre e le voci si alzano. Alle parole “ho un’intolleranza per il vino rosso”, dette con sincerità e senza doppi sensi di natura politica, un commensale replica “qui solo vino nero, niente rosso”. Poco dopo arriva un siparietto che potrebbe essere sceneggiato: una signora russa e una ucraina si affrontano a suon di insulti, un duello verbale che Cruciani disinnesca con la sua solita verve. Prima fa votare i putiniani – pochi a giudicare dalle mani alzate – e poi i filo ucraini – altrettanto sparuti – ed ecco il tocco del fuoriclasse “Sulla pace in Ucraina siamo tutti d’accordo,” spara con sarcasmo, seguito da due battute che strappano risate e chiudono la questione. Genio e sregolatezza, come sempre.

Poi la serata prende una piega ancora più surreale. Parte la lotteria, con premi perfettamente in linea con lo spirito zanzaroso: irriverenti, inutili, ma ambitissimi. Altro che Portobello. Seguono le magliette del fan club, distribuite come trofei di una battaglia vinta. Ma anche un forte simbolo di appartenenza. E che magliette! Un’esplosione di ironia e provocazione, che sfoggiano il motto “White Russian – In Crux We Trust”, con un cocktail che diventa simbolo di un’ideologia da bar sport. Crux è ovviamente lui, Giuseppe Cruciani. Si ironizza sulla X MAS, che diventa X=dieci anni, Miglior Adunanza di Sempre. Tutto riferito al rituale ritrovo del popolo della Zanzara ad Albettone. Sotto, una ricetta surreale: “25% propaganda di regime, 25% casi umani, 25% onlyfanser, 25% neonazi, camionisti incazzati”, con tanto di disclaimer in piccolo che recita “una spruzzata di ‘ehehe vabbè’ e ‘e di devi vergognare’, shakerare, bestemmiare e titillare con assoluta determinazione”. È un manifesto del caos organizzato che è La Zanzara, con tanto di sponsor fittizi come “Sanitari Tamburini” e “Champagneria del Crux”. Non mancano riferimenti locali come “Albet Tone – Italy Town without Rom since 2014”, un cuore con un manganello e il logo di Radio24. Questa maglietta non è solo un gadget: è un’opera d’arte trash, un simbolo di appartenenza a una comunità che fa dell’eccesso e della provocazione la sua bandiera.

Non manca il momento trash-cult: Michela Morellato intona un Happy Birthday per i 79 anni di Enzo Spatalino, in versione che trasforma la sensualità di Marilyn Monroe in qualcosa di sguaiatamente italiano. Selfie a raffica, flash che illuminano facce soddisfatte, stanche, esaltate. Testosterone al massimo e maschi alfa che si mescolano con i beta ed i gamma contenti esserlo. Perché da tempo ben sdoganati dal mago Cruciani. La festa, che celebra i dieci anni del fan club, diventa la Terra dei cachi, un Paese di contraddizioni, di eccessi, di risate e litigi, dove si passa in un attimo dal dibattito geopolitico all’augurio di compleanno più kitsch che si possa immaginare.

Anche questa è l’Italia, anche questa è quella vera. Non quella patinata delle cartoline, ma quella dei Baluba, come direbbe Formaggio, quella del bar di Guerre Stellari dove ogni tavolo è un pianeta a sé, ogni discussione un’epopea. È l’Italia di Cruciani e del suo popolo, un microcosmo che riflette il nostro essere rumorosi, passionali, divisi su tutto eppure uniti da un filo invisibile. Anche questa è casa nostra: un posto dove si litiga, si ride, si canta, e alla fine si torna a casa con una maglietta e un sorriso, pensando che, in fondo, non cambieremmo nulla.

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