di Redazione · Febbraio 7, 2026
Duemila controlli. Nove arresti. Centocinque denunce. Truffa, peculato, corruzione, concussione, frode nelle pubbliche forniture. Per evitare sei mesi di attesa per una visita specialistica si è disposti a tutto. I Nas hanno presentato il bilancio 2025: le liste d’attesa sono diventate il nuovo Far West della sanità italiana
Il ministro Schillaci e il generale Covetti hanno snocciolato i numeri alla conferenza stampa di bilancio dei carabinieri per la tutela della salute. Direzioni sanitarie, reparti specialistici, Cup. Duemila controlli che hanno fatto emergere un sistema dove chi può paga, chi non può aspetta. O rinuncia.
Il settore più sotto pressione è l’intramoenia. Gimbe lo aveva già segnalato. I Nas hanno controllato più di mille strutture. Ventiquattro denunciati, 435 segnalati. Criticità su agende di prenotazione, volumi dell’attività libero-professionale, modalità di pagamento, autorizzazioni mancanti. Il sistema pubblico che diventa privato. Il medico che visita di giorno in ospedale pubblico e di pomeriggio nello stesso ospedale ma a pagamento. Con l’agenda privata sempre piena e quella pubblica sempre bloccata.
I numeri complessivi dell’attività Nas fanno impressione. Oltre 6 milioni di chili di alimenti sequestrati. Quasi 50mila confezioni di farmaci e articoli sanitari. Valore totale 197 milioni di euro. Quasi 1700 strutture chiuse o sequestrate. Ventiquattro milioni di euro di somme contestate.
Nel settore alimentare 25mila ispezioni. Oltre 6mila tonnellate di alimenti sequestrati, valore 35 milioni di euro. Chiusura o sequestro di oltre 1300 strutture. Schillaci ricorda i casi di botulino dell’estate scorsa. Dopo quelli, controlli rafforzati sullo street food.
Nell’area sanitaria sequestrati quasi 6mila farmaci e oltre 1700 dispositivi medici. Valore 579mila euro. Quasi 2900 ispezioni nell’area farmaceutica. Sul dark web oscurati 82 siti e sequestrati quasi 42mila farmaci.
Il 2025 è stato l’anno del Giubileo. Roma sotto i riflettori del mondo. Milioni di pellegrini e turisti. I Nas hanno dedicato una campagna tematica a strutture ricettive e ristorazione. Ispezionate 2600 strutture. Scovate 837 irregolarità.
Altra campagna importante: centri e ambulatori estetici. Dopo gravi episodi di cronaca sono scattate oltre mille ispezioni. Chiuse 16 strutture. Sequestri per quasi 6 milioni di euro.
Grande attenzione al contrasto delle nuove sostanze psicoattive. Droghe sintetiche spesso non ancora tabellate, altamente pericolose per la salute. Il Reparto operativo Nas ha sviluppato attività intensa attraverso il Sistema di allerta precoce. Progetti dedicati all’individuazione e classificazione delle Nps. Monitoraggio del web, anche dark e deep web.
Schillaci ha parlato di lavoro «svolto nell’interesse dei più fragili e di tutti gli italiani per garantire la salute». Liste d’attesa, Rsa, medici gettonisti, efficienza del servizio sanitario nazionale. Parole giuste. Ma i numeri raccontano altro. Raccontano un sistema dove chi ha soldi salta la fila. Dove i medici pubblici lavorano per sé stessi. Dove le agende pubbliche restano bloccate mentre quelle private si riempiono.
Nove arresti e 105 denunce sono tanti. Ma sono anche pochi rispetto al numero di italiani che aspettano sei mesi per una visita. Che rinunciano a curarsi. Che pagano per saltare la fila. Il Far West della sanità non si ferma con duemila controlli. Serve altro. Serve cambiare il sistema. Non solo arrestare chi lo sfrutta.




