di Redazione · Dicembre 18, 2024
Gen.le Direttore,
come ogni fine anno che si fa rispettare, i bilanci sono una doverosa conclusione.
Il 2024 è stato un anno d’oro per lo sport italiano. Il tennis, in primis , ha dominato la stagione individuale e a squadre. Grandi eventi come gli Europei di calcio, le classiche a tappe del ciclismo e soprattutto le Olimpiadi di Parigi, hanno dimostrato, se ce ne fosse stato bisogno, quanto lo sport sia attrattivo, e quanto può essere un veicolo per compattare e unire popoli e culture diverse. Ma, al di là degli incredibili risultati visti e ottenuti dall’italia, e dalle performances di atleti mondiali, c’è un qualcosa che può essere evidenziato come un tema da approfondire anche per i futuri anni sportivi? Un argomento che potrà essere essenziale in futuro, o quanto meno che possa essere da guida per le prossime politiche sportive? Personalmente credo che il tema dell’inclusione nello sport sia il vero motivo che potrebbe fare la differenza in futuro. Per inclusione intendo due temi in particolare : le donne e la disabilità. Abbiamo visto quest’anno come il rapporto uomo/donna alle Olimpiadi e non solo, si sia parificato, in termini di partecipazione e in termini di risultati. Così come le Paralimpiadi hanno dato la sensazione di consapevolezza e di forza di un fenomeno ormai maturo, come la disabilità nello sport. È indubbio che il risultato, la competizione, la classifica, la gara, abbiano e avranno sempre un posto di riguardo, e in termini emotivi e di passione risultano sempre centrali, ma la considerazione di altri fattori, come appunto l’inclusione, essenziali per la crescita non solo del movimento sportivo ma della società intera, credo sia necessaria.
Lo sport del futuro è uno sport per tutti, con tutti sullo stesso piano.La parità uomo-donna e la normalità-disabilità, sono frutto non solo di maturità della società ma anche di politiche sportive che si stanno muovendo nel verso giusto.
E proprio sul tema sportivo della parità di genere, ha puntato gli occhi il TIME, eleggendo atleta dell’anno la cestista americana Caitlin Clark.
Ma perché lei? Perché ha trasformato la pallacanestro femminile in un fenomeno sociale ed economico. Si calcola che l’impatto di questa atleta sia uguale a quello di Michael Jordan negli anni 80 sul fronte maschile. Una trasformazione totale, di cui tutti stanno beneficiando. Soprattutto il movimento sportivo femminile, che sta trovando una nuova e imprevista dimensione. L’interesse per lo sport femminile ha portato palazzetti pieni, sponsor, visibilità, ma non solo. Anche iscrizioni aumentate nelle varie discipline dedicate alle donne, adeguamento delle strutture sportive scolastiche alle nuove esigenze, attenzione particolare alla legislazione di protezione contro le violenze.
Un cambio di passo mai visto prima, che speriamo abbia un riflesso anche in Europa e soprattutto in Italia. Ritengo quindi il 2024 l’anno sportivo delle donne. Certo, Sinner, le pallavoliste di Velasco, la Davis, i campioni olimpici, e tanti altri, ma il vero vento del cambiamento non è nei risultati, ma nella consapevolezza dell’universo donne e disabilità. È indubbio che ci sia ancora tanta strada da fare, ma la visibilità che l’argomento dell’inclusione sportiva sta avendo, porta ad essere ottimisti, affinché la politica e le amministrazioni possano dedicarsi, finalmente, a politiche sportive ad hoc.
Ringraziandovi per l’attenzione ai temi di cultura sportiva, Buon Anno Sportivo 2025.
Antonio Buglione Presidente SportiviperVicenza APS




