Ma tutto questo Alice non lo sa

di Arrigo Abalti · Marzo 29, 2025

La differenza tra amministrare e raccontare i problemi della città, senza risolverli. Il dubbio è: qualcuno se n’è accorto a Palazzo Trissino?

 

A Ponte San Paolo, nel cuore di Vicenza, il parcheggio per le biciclette è chiuso. Un cartello lo segnala, un assessore lo denuncia, i cittadini lo raccontano. “Bicipark, servizio sospeso senza preavviso”, titola il quotidiano, e la notizia si snoda con la precisione di un referto: il servizio, gestito da una società terza, è fermo da mesi. Le bici sono inaccessibili, i cittadini protestano, e l’assessore alla Mobilità, Cristiano Spiller, non si scompone: “Chiediamo il ripristino delle attività, è disservizio”. Parole che, a guardarle bene, svelano un tratto distintivo della giunta vicentina, un ritornello che ormai sembra inciso nella pietra: denunciare i problemi, mai risolverli.

È un copione che si ripete, a Vicenza – ma non solo -, con una puntualità che ci lascia senza parole. Spiller, con il suo appello al ripristino, si pone come un osservatore indignato, come se il disservizio fosse un evento imprevedibile, un guaio calato dall’alto, di cui lui – assessore competente – non ha alcuna responsabilità diretta. “Io non c’entro, vergogna!”, sembra dire, e in questa frase c’è tutto lo spirito di un’amministrazione che, anziché governare, preferisce commentare, narrare, indignarsi. Non è solo, certo: l’assessore all’Istruzione Selmo, altro protagonista di questa hit parade dell’irresponsabilità, potrebbe contendergli il primato.

Ma il punto non è solo Spiller, né il singolo bicipark chiuso. Il punto è lo zeitgeist, lo spirito del tempo, che sembra aver contagiato chi governa: non si risolvono i problemi, si denunciano. I servizi pubblici non funzionano? Si punta il dito contro la società che gestisce il servizio, dimenticandosi che ci sarà sicuramente un contratto con obblighi e clausole di tutela per i Comune, dimenticandosi che l’amministratore pubblico dovrebbe tutelare il cittadino, proteggerlo da chi mette in atto il disservizio e dimenticandosi di controllare e sanzionare il gestore inadempiente o perfino il fato avverso.

Mai un mea culpa, mai un’assunzione di responsabilità. Eppure, chi amministra non dovrebbe essere il primo garante di quei servizi? Non dovrebbe vigilare, prevenire, intervenire? A Vicenza, invece, si preferisce il ruolo del narratore: si segnala il disservizio, si chiede un intervento, si aspetta che qualcun altro – chissà chi – risolva.

La vicenda del bicipark di Ponte San Paolo è paradigmatica, ma non isolata. Pensiamo ai rifiuti, alle strade dissestate, ai trasporti pubblici che arrancano: ogni volta, la risposta della giunta è la stessa. Un comunicato, un’intervista, un appello. “Chiediamo”, “segnaliamo”, “pretendiamo”. Ma chi governa non dovrebbe fare, anziché chiedere? Non dovrebbe essere il primo a mettere mano ai problemi, invece di limitarsi a descriverli?

C’è una distanza siderale tra l’idea di governo e questa prassi di denuncia perpetua. A Vicenza, la giunta sembra aver dimenticato che amministrare significa agire più che raccontare i propri turbamenti per le cose che non funzionano. E così, mentre i cittadini restano senza bicipark – e senza risposte – l’assessore Spiller si limita a “chiedere il ripristino”, come se il suo ruolo fosse quello di un utente qualunque, non di un responsabile politico. Il dubbio che ci viene ha un sottofondo musicale, Alice non lo sa di De Gregori, perchè magari questa generazione di assessori sono un po’ come la Alice del cantautore romano, non lo sanno, non sanno proprio la differenza tra il ruolo che hanno ed i Perfetti sconosciuti che osservano e commentano ogni giorno quello che succede in città. È lo specchio di un’epoca, forse, in cui chi governa si sente esentato dal peso delle proprie funzioni, preferendo il comodo alibi della denuncia alla fatica di trovare soluzioni.

Intanto, a Ponte San Paolo, le biciclette restano chiuse dietro le grate. E i cittadini, stanchi di segnalazioni e promesse, si chiedono: ma chi governa, a Vicenza, governa davvero? O si limita a fare la cronaca di ciò che non funziona?

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