di Arrigo Abalti · Febbraio 8, 2026
Entro un mese vedremo la nuova – o revisionata – mappa del potere sanitario, ed è la prima vera sfida per capire se il nuovo presidente ha preso il timone
Centotrenta candidati per tredici posti. Non è una metafora, è un dato. Dieci a uno. Numeri che ricordano i concorsi pubblici veri, quelli in cui si studia, si aspetta, si spera. Solo che qui non c’è in palio una scrivania ministeriale o un posto da funzionario. Qui si governa la sanità del Veneto. Undici miliardi di euro. L’83 per cento del bilancio regionale. Il cuore vero del potere.
Ospedali, ambulatori, pronto soccorso che reggono o collassano, liste d’attesa che diventano una misura indiretta della pazienza civile, medici di base che mancano, personale che non si trova. La sanità non è un capitolo di spesa: è la politica tradotta in carne viva. E per questo la partita sui direttori generali non è mai tecnica, anche quando si veste da procedura amministrativa.
L’elenco dei 130 dice già molto. Ci sono i nomi che tornano, quelli che la sanità veneta la abitano da anni: Paolo Fortuna, Pietro Girardi, Patrizia Benini, Patrizia Simionato, Carlo Bramezza. É’ l’esercito dei veterani veri, la parte della legione romana più temuta dai nemici interni ed esterni. Non solo competenti, ma strutturali. Conoscono i meccanismi, le resistenze, le filiere decisionali. Sanno dove intervenire e, soprattutto, dove non far rumore. Accanto a loro, i nuovi: manager che arrivano dalle aziende territoriali, dalle ospedaliere, dalle universitarie. Profili che passano da Iov, da Azienda Zero, da altre regioni. Curricula solidi, spesso eccellenti. Tutti formalmente ineccepibili.
Dall’11 al 18 febbraio i colloqui individuali. Ordinati, scanditi, istituzionali. Alla fine una rosa. Non vincolante. Espressione burocratica che andrebbe tradotta così: la politica ascolta, prende nota, poi decide. Come sempre. La forma, semmai, è che c’è stato un avviso pubblico. Un passaggio davanti a una commissione. Un filtro. Minimo, ma reale. Più di niente, meno di una scelta autonoma.
Il vero punto, però, non è la procedura. È il contesto. Perché mentre scorrono i colloqui, nella maggioranza regionale è in corso un confronto vero, e tutt’altro che marginale, sul Direttore generale della Sanità del Veneto. Il capo dei capi. Da una parte Giancarlo Ruscitti, sostenuto da Zaia e dal blocco storico di Palazzo Ferro Fini. Dall’altra Giovanni Pavesi, riferimento dell’area che fa capo ad Alberto Stefani, ma gradito anche a FdI e FI. Non è una disputa personale: è uno scontro di linee, di equilibri, di controllo del sistema.
E qui entra in scena il tempo politico. Stefani ha definito “di fuoco” il banco di prova per gli assessori. Se è fuoco per la politica, per i direttori generali è alta tensione continua. Perché il sistema sanitario veneto, dopo anni di tenuta, mostra segni di affaticamento che ultimamente sono stati sottovalutati dalla politica della performance. Ma la sanità resta il baricentro del consenso. Chi governa i vertici sanitari governa la Regione, anche quando non se ne accorge. Per questo i 130 candidati non sono mai solo 130 curricula. Sono appartenenze, storie, segnalazioni, filiere. Tutti hanno i requisiti richiesti dal bando. Poi, però, conta dove si collocano. E leggendo in filigrana quell’elenco, il dato politico emerge chiaro: il deep state sanitario costruito negli anni di Zaia è ancora pienamente operativo. I nomi ci sono tutti. Attendono conferme, avanzamenti, continuità.
Gli altri osservano e aspettano. Cercano di capire se il Veneto sceglierà uno spoil system all’americana, con un cambio netto di classe dirigente, o il più rassicurante Manuale Cencelli all’italiana, fatto di equilibri, compensazioni, trattative silenziose. I rumors parlano di un negoziato già in corso tra Stefani e i partiti della maggioranza, ognuno con i propri nomi pronti, ognuno consapevole che la sanità non è un campo come gli altri. E’ il campo.
“Lo scopriremo solo vivendo”, cantava Battisti. Qui vale ancora. Ma una cosa è certa: quando arriveranno le nomine, non diranno solo chi guiderà le Ulss. Diranno se il Veneto ha scelto di cambiare davvero la propria geografia del potere sanitario. O se ha deciso, più semplicemente, di ridisegnarla senza spostarne il centro.
I 130 CANDIDATI DIRETTORI GENERALI ULSS VENETO
L’elenco completo dei candidati alle 13 direzioni generali include nomi provenienti da tutta Italia.
Tra i veterani e i nomi di maggior rilievo:
∙ Paolo Fortuna (Padova)
∙ Pietro Girardi (Rovigo)
∙ Patrizia Simionato (Vicenza), già capo di Iov e Azienda Zero
∙ Patrizia Benini, numero uno Scaligera
∙ Mattia Altini, ricercatore-manager in servizio a Modena
∙ Mauro Bonin e Claudio Pilerci
∙ Carlo Bramezza, al timone dell’azienda Pedemontana
Manager delle nove Aziende territoriali, ospedaliere e universitarie:
In palio i ruoli delle Ulss Dolomiti, Marca Trevigiana, Serenissima, Veneto Orientale, Polesana, Euganea, Pedemontana, Berica, Scaligera; l’Azienda Ospedale-Università Padova; l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona; l’Istituto oncologico veneto; la governance Azienda Zero.
Altri candidati di rilievo:
∙ Stefano Formentini, direttore sanitario di Treviso
∙ Luca Cancian, radiologo e oncologo, amico di Gino Gerosa
∙ Caterina Bullo, Marco Scarmagnella (Caterini)
∙ Luca Giacomelli (stratega ospedaliera a Belluno con il plauso di Forza Italia)
∙ Patrizia Mangione, esperta amministrativa
∙ Denise Signorelli
∙ Achille Di Falco (dirigente servizi sociosanitari Vicenza)
∙ Maurizio Pillon (San Donà di Piave)
Provenienza geografica:
L’elenco include candidati provenienti da tutte le Regioni d’Italia, con particolare rappresentanza del Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Tra i curricula figurano dirigenti dell’Area sanità e sociale, esperti di bilanci sanitari, chirurghi di Agenas, direttori generali in carica in altre Regioni.
Commissione di valutazione:
Nominata dalla Giunta regionale, presieduta da Stefano Simonato (direttore del Master in pubblica amministrazione sanitaria a Ca’ Foscari), composta da Francesco Enrichens (chirurgo di Agenas), dall’agenzia del ministero della salute, Andrea Ziglio (dirigente in Regione), Antonio De Pieri (avvocato dell’Area sanità e sociale).
Calendario:
I colloqui individuali si terranno tra l’11 e il 18 febbraio, da cui scaturirà una rosa non vincolante per la scelta finale.
L’elenco completo degli aspiranti
Mario Alparone, Mattia Altini, Luigi Antoniol, Giovanni Arcuri, Peter Assembergs, Anna Maria Baietti, Daniele Baldi, Angelo Barbato, Elisabetta Barbato, Michela Barbiero, Ezio Belleri, Patrizia Benini, Giuliana Bensa, Stefano Bergagna, Giancarlo Bizzarri, Maria Camilla Boato, Gianni Bonelli, Mauro Bonin, Francesco Bortolan, Carlo Bramezza, Callisto Marco Bravi, Massimo Brunetti, Luca Burroni, Barbara Caimi, Giuseppe Calicchio, Luca Cancian, Stefano Carlini, Matilde Carlucci, Giovanni Carretta, Andrea Casciari, Francesco Cattel, Romina Cazzaro, Simone Cecchetto, Leopoldo Ciato, Emanuele Ciotti, Cristina Clementi, Veronica Comi, Marina Coppola, Ferdinando Croce, Antonio D’amore, Giuseppe De Filippis, Massimo De Fino, Maria Caterina De Marco, Paola De Polli, Maria Rosaria Della Rocca, Achille Di Falco, Gerardo Di Martino, Andrea Fabbo, Luigi Faccincani, Paolo Fattori, Francesco Favretti, Marco Ferri, Mauro Filippi, Stefano Formentini, Antonello Formicella, Paolo Fortuna, Debora Furlani, Paolo Garavana, Antonella Garna, Salvatore Gioia, Pietro Girardi, Simona Giroldi, Mirco Giusti, Fabio Graceffa, Antonietta Grandinetti, Roberto Grinta, Roberto Gusinu, Antonio Irione, Giovanni La Valle, Giocondo Leonardi, Daniela Maccari, Luca Maffei, Rosa Magnoni, Patrizia Mangione, Francesco Marchitelli, Maria Marianini, Pier Luigi Marinelli, Antonio Maritati, Grazia Matarante, Marcello Mazzo, Ivan Alessandro Mazzoleni, Nicola Mezzomo, Carlo Monti, Felice Alfonso Nava, Filippo Paccanaro, Maria Teresa Padovan, Ugo Palaoro, Mauro Palmieri, Marco Passaretta, Andrea Pellegrini, Fabio Perina, Alessandro Petillo, Paolo Petralia, Massimo Piccoli, Claudio Pilerci, Giovanni Poggialini, Joseph Polimeni, Vania Rado, Cristina Rauli, Marco Ricci, Federica Rolli, Oriana Romanello, Massimo Romano, Simone Rugolotto, Fabrizio Russo, Anna Maria Saieva, Mario Sano’, Thomas Schael, Flavio Sensi, Angelo Vittorio Sestito, Simona Sforzin, Denise Signorelli, Patrizia Simionato, Giovanni Maria Soro, Gennaro Sosto, Pierangelo Spano, Giuseppe Spera, Luigi Tardioli, Aristide Tortora, Daniela Troiano, Pietro Tronconi, Gian Luca Vigano’, Stefano Visconi, Roberta Volpini, Antonino Zagari, Andrea Zampieri, Fabiano Zanchi, Giovanni Ziviani, Massimo Zuin, Sandra Zuzzi.



