di Arrigo Abalti · Ottobre 27, 2024
“La vera politica è progressiva: il cambiamento è il suo elemento e il compromesso il suo strumento.” (Tony Blair)
A Bassano, dove il pasticcio nel Centrodestra non è ancora risolto, bisogna andare a cercare Tony Blair per provare ad indicare la strada verso la soluzione. Questo perché, da una parte e dall’altra, al di là dei torti e delle ragioni, sembra continui a prevalere la politica dei muscoli, anziché quella, appunto, della politica propriamente definita. Ma il confronto, quando è fatto bene, ricorre a questa parte del corpo solo se non vi sono altri approdi. Invece no, a Bassano del Grappa, culla della moderazione, l’imbarbarimento del confronto sta prendendo pericolosamente – per il Centrodestra – forma.
Del resto le premesse sono nelle macerie di un’area politica che al primo turno delle Amministrative di giugno ha marciato divisa – primo errore -, poi hanno fatto di peggio e si sono fatti ancora del male, apparentandosi nel ballottaggio tra Nicola Finco e FdI, ma lasciando fuori la civica del sindaco uscente – secondo errore -. Nonostante il pasticcio, Finco vince, imbarca una maggioranza che va da Italia Viva a FdI passando per la DC di Gigi D’Agrò, e Pavan, non sceglie il Purgatorio ma inaugura una stagione – breve – da principale oppositore alla maggioranza – terzo errore – ricostruita con i suoi alleati e sostenitori del primo turno.
Poi una settimana fa, l’ex sindaco fa il suo ingresso ufficiale in Fratelli d’Italia con tanto di conferenza stampa attorniata dai maggiorenti locali di FdI, che ne benedicono l’ingresso.
Nel partito, nel gruppo consiliare e, quindi, nella maggioranza.
Risparmiamo ai nostri lettori l’elenco delle numerose perle che potremmo citare per non abusare della loro pazienza, ma servirebbe molto di più di un corsivo della domenica per raccontarle tutte.
Insomma il pasticcio alla bassanese c’è, ma gli chef che lo hanno realizzato sono molti, non uno. Un fantastico lavoro di squadra per declinare l’autolesionismo agli asparagi. Certo ci può stare che un’area politica si divida al primo turno, ma è incredibile che si ricongiunga solo in parte al secondo. A giugno è mancata la volontà di trovare la sintesi tra il sindaco in pectore, Nicola Finco, e quello uscente, Elena Pavan. Di solito questa funzione la svolgono i partiti, e l’apparentamento, nel caso Finco-Pavan è degenerato in qualcosa di personale. I partiti ci hanno provato? E’ probabile, ma il risultato è questo.
Non sappiamo se Finco abbia tentato un ricongiungimento con la sua ex pupilla, o se ci abbia provato lei, ma il finale è già storia. Ed è negativo. FdI dentro, Pavan fuori.
Un’altra domanda scontata – che definisce un ulteriore errore – è l’irritualità dell’ex sindaco nel Day After, allorché sceglie di palesarsi come fiera oppositrice di Finco e quindi anche della maggioranza. Ma è molto probabile che l’ingresso in FdI di Elena Pavan fosse già, se non firmato, almeno ad uno stadio molto avanzato – tanto che da mesi si parla di lei come probabile candidata meloniana alle Regionali dell’anno prossimo -. E anche qui, con questa prospettiva, come si spiega lo stile di lotta – in consiglio comunale – e di governo – in FdI – di Pavan? Politicamente non si spiega, a meno che non la mettiamo sul personale. E allora addio politica.
E’ la maionese impazzita che diventa il principale ingrediente di questo pasticcio tutto bassanese. Poi l’ufficializzazione dell’ingresso nella destra, che il resto della maggioranza sta vivendo come un diktat di FdI, tanto da far uscire di senno oggi Italia Viva che, addirittura minaccia il ricorso alle elezioni anticipate. Della serie se mi mostri i muscoli andiamo tutti a casa e vediamo come finisce. Sia Finco che Pavan se ne stanno in silenzio e li vediamo solo nei social tra impegni pubblici e vita privata, ma ieri Pavan era a Mestre alla Convention di FdI sui due anni di Governo Meloni.
Intanto l’opposizione, quella vera, di Centrosinistra, gongola così tanto da perdere la bussola e sbaglia completamente il tiro, inseguendo il gossip sugli incarichi nello staff di Finco o facendo la morale a Pavan, dimostrando di essere il cuoco aggiunto nell’Hell’s Kitchen di Palazzo Sturm. Ma anche qui è la solita doppia morale della Sinistra che punta il dito alla Destra e si vergogna di riconoscere che i sindaci di Centrosinistra fanno lo stesso nei loro staff.
Consiglio non richiesto a Finco e Pavan: la campagna elettorale è finita e si può aprire una nuova fase solo se si va oltre il personale e per il bene della vostra città. Per i dettagli e una sana lezione di realpolitik, leggersi Tony Blair.
Altrimenti invece che Gordon Ramsey ed Hell’s Kitchen, è meglio chiamare Antonino Cannavacciuolo con il suo Cucine da incubo.



