di Arrigo Abalti · Gennaio 22, 2024
A 48 ore dagli scontri in Fiera tra Polizia e manifestanti la discussione si sta sviluppando sulle responsabilità della concessione del Comune al Bocciodromo, lo spazio dove pare sia stato pianificato l’atto violento. E così spostiamo il fatto sul piano amministrativo, quasi come se ciò che è successo fosse colpa – a seconda di chi lo dice – di Giacomo Possamai, ora, o di Francesco Rucco, qualche anno fa, quando, da sindaco, fece fare la gara per l’assegnazione di quello spazio.
La domanda è se ci sono o ci fanno. Se il trasferimento della discussione venga in buona o in cattiva fede, spostata su un altro piano. Che non è il cuore del problema, ma un dettaglio. E neanche così importante.
Quindi se la tesi che si sta cercando di dimostrare è che senza la concessione al Bocciodromo gli incidenti di sabato non ci sarebbero stati, avremmo trovato la soluzione ed anche il colpevole. Niente concessione = fine delle proteste violente. Il colpevole poi è Francesco Rucco, quindi Possamai può stare sereno e il fuoco amico interno al Centrodestra ha soddisfatto la sua ansia da regolamento di conti. Solo che non sta in piedi.
Perchè il problema non è amministrativo, ma politico. E di solito il piano amministrativo rende possibile un obiettivo politico. Non il contrario, come si legge oggi nei vari commenti che scorrono sui giornali locali.
Per capirci meglio bisogna andare indietro di qualche anno. Per la precisione a quando, oltre 20 anni fa, l’Amministrazione Hullweck decise per la demolizione del Centro Sociale Ya Basta. Un obiettivo politico che venne raggiunto grazie ad una questione amministrativa, il sito non era in sicurezza. Tuttavia gli stessi attivisti del centro sociale li ritrovammo pochi anni dopo in prima fila nella protesta contro la base americana all’ex Dal Molin e come sede trovarono uno spazio che venne loro concesso a Caldogno da un privato. Continuarono la loro battaglia politica da lì, si concentrarono sulla protesta contro l’aumento della presenza militare americana e non persero mai di vista la loro posizione antagonista. Poi arrivò il Bocciodromo.
In altre parole non è lo spazio fisico del Bocciodromo il tema. Quello è un argomento da bar sport che affascina solo gli sprovveduti.
L’argomento da trattare subito è capire come si è arrivati allo scontro sabato, se le istituzioni hanno fatto tutto il possibile per evitare le criticità, perchè è stata concessa l’autorizzazione a svolgere la manifestazione proprio nei pressi della Fiera sapendo che era contro gli stand israeliani e non è stata scelta una zona della città lontana dai rischi, chi ha sottovalutato e chi non ha prevenuto. In sostanza vanno ricercate le responsabilità politiche, non quelle amministrative per gli azzeccagarbugli delle concessioni.



