Pressioni di settembre

di Arrigo Abalti · Agosto 10, 2025

Dietro i tagli e i silenzi, la regia di un disegno politico che ridisegna il Servizio Sanitario…a settembre

 

“Un’istituzione è viva solo se resta fedele alla persona che serve.” – Emmanuel Mounier

 

C’è un Paese dove il Ministro della Salute appare sorridente in conferenza stampa, tra grafici colorati e parole come “innovazione” e “universalismo”. E poi c’è il Paese vero, quello che a settembre rischia di avere più cittadini in coda davanti ai CUP che studenti fuori dalle scuole.

In mezzo, c’è un sistema politico che della sanità ha fatto il proprio terreno di caccia. Non per curare, ma per spartire.

Il caso dei rimborsi tagliati alle strutture accreditate è l’ennesima prova che le decisioni non si prendono pensando al paziente, ma agli equilibri di potere. Ventisette mila strutture – non cliniche d’élite, ma pezzi del Servizio Sanitario Nazionale – stanno per collassare perché qualcuno ha deciso che un ECG vale 11,62 euro. Ma in farmacia, dove non c’è medico, non c’è referto con responsabilità penale e non ci sono requisiti tecnologici, quello stesso ECG ne vale 26. La domanda è: chi ci guadagna?

Perché qui la politica non è solo assente: è complice. Il Ministero è un muro di gomma non per incapacità, ma per convenienza. Rispondere significherebbe dire chi ha voluto questo Nomenclatore tariffario, chi sta proteggendo la corsia preferenziale alle farmacie, e quali interessi – industriali e corporativi – si nascondono dietro questa operazione.

Il TAR rinvia, aspetta settembre. Ma settembre è la stagione in cui si decidono i posti chiave, si fanno i rimpasti, si cambiano direttori generali e capi dipartimento. Coincidenza curiosa, il “caso farmacie” finirà sul tavolo proprio allora. E in sanità, ogni rinvio è una sentenza: meno servizi, più privati puri, più cittadini che pagano di tasca propria.

Il Lazio è il laboratorio della follia: budget mensili per le analisi cliniche che finiscono il 10 del mese. La medicina di territorio diventa medicina “a scadenza”, e i cittadini scoprono che la malattia, per il SSN, deve aspettare il calendario regionale.

Il paradosso è che i fondi ci sarebbero stati anche per aggiornare i LEA e mantenere le tariffe. Ma qualcuno ha deciso di tagliare. E quando qualcuno taglia nonostante i soldi a disposizione, vuol dire che il problema non è il bilancio: è la strategia.

E la strategia è chiara: spostare l’asse della sanità pubblica verso un modello ibrido dove le prestazioni a basso costo restano al sistema convenzionato – sempre più impoverito – e quelle remunerative vengono dirottate verso soggetti “amici”, magari meno controllati, magari più utili in campagna elettorale.

La UAP propone soluzioni di buonsenso: agenda unica pubblico–privato, voucher SSN oltre i tempi massimi, tariffe realistiche. Ma il buonsenso, in questo gioco, è l’unico vero nemico. Perché qui il problema non è non sapere cosa fare: è non volerlo fare.

I nomi del potere sanitario

E i nomi, alla fine, non sono un mistero. Al Ministero della Salute il dossier rimborsi e Nomenclatore è nelle mani del direttore generale della Programmazione sanitaria Americo Cicchetti, l’uomo che decide cosa e come si paga. Sopra di lui c’è il Ministro Orazio Schillaci, che da mesi lascia cadere ogni richiesta di confronto, e il suo vice Marcello Gemmato, che in Parlamento fa da parafulmine politico ma non muove una virgola. Nella stanza accanto, a tirare le fila degli equilibri con le farmacie, c’è la lobby che fa capo a Federfarma e che oggi trova più ascolto di chiunque altro nei corridoi ministeriali. Sul fronte giudiziario, al TAR Lazio il “caso farmacie” è seguito da una sezione che già in passato ha adottato la filosofia del “rinviare per decidere meglio”, che tradotto significa: aspettare che la politica si assesti.

E poi ci sono le Regioni, che in questa partita non sono solo spettatori. Nel Lazio, il presidente Francesco Rocca e l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato(prima) e la sua erede Sabrina Alfonsi (oggi) hanno disegnato un sistema di budget che strangola la medicina di territorio. In Veneto e Lombardia, i due sistemi sanitari regionali più forti, i presidenti Luca Zaia e Attilio Fontana si guardano bene dall’aprire un fronte con il Ministero: troppo rischioso in vista delle trattative su fondi e autonomia.

Questa è la mappa del potere che decide quanto vale un ECG, chi può farlo e chi no. E in questa mappa non c’è un solo cittadino malato. C’è la politica che usa la sanità come leva di consenso, la burocrazia che la gestisce come un bilancio aziendale e le lobby che la trattano come un settore da conquistare. Il resto – la salute pubblica, il diritto alla cura, l’articolo 32 – è, per loro, un fastidioso rumore di fondo.

In Italia la sanità non muore per mancanza di fondi, ma per mancanza di volontà: e quando la cura diventa un favore, il paziente smette di essere un cittadino e diventa un cliente.

 

 

CRONOLOGIA DEL CASO

• 1999 – Ultimo aggiornamento significativo delle tariffe SSN per molte prestazioni sanitarie.

• 2016 – Il Governo inserisce nei LEA nuove prestazioni, ma senza copertura tariffaria aggiornata.

• 2022 (DM 77) – Si ribadisce il principio di prossimità e appropriatezza nella sanità territoriale, ma senza interventi sulle tariffe.

• 2023 – Prime bozze del nuovo Nomenclatore Tariffario: previste riduzioni per molte prestazioni ambulatoriali.

• 2024 – Proteste delle strutture accreditate e ricorsi al TAR.

• Estate 2025 – Tariffe ridotte in vigore: molte strutture private accreditate e ospedali pubblici in difficoltà.

• Settembre 2025 – Udienza al TAR sul “caso farmacie” e rinvio sui ricorsi contro il Nomenclatore.

MAPPA DEL POTERE

Ministero della Salute

• Orazio Schillaci – Ministro, regia politica e linea ufficiale.

• Marcello Gemmato – Sottosegretario, gestisce il fronte parlamentare.

• Americo Cicchetti – DG Programmazione Sanitaria, decide le tariffe e i rimborsi. Ora commissario Agenas

Lobby e interessi

• Federfarma – Pressione costante per allargare il ruolo delle farmacie nelle prestazioni sanitarie.

 

Regioni

• Francesco Rocca – Presidente Regione Lazio, sistema di budget mensile per le analisi.

• Sabrina Alfonsi – Assessore alla Sanità Lazio, prosegue la linea di D’Amato.

• Luca Zaia (Veneto) e Attilio Fontana (Lombardia) – Mantengono un profilo basso per non scontrarsi con il Ministero in vista di trattative su fondi e autonomia.

 

Giustizia amministrativa

• TAR Lazio – Rinvia le decisioni sui ricorsi contro il Nomenclatore, attesa per settembre sul “caso farmacie”.

 

 

RIMBORSI A CONFRONTO

Prestazione

Strutture accreditate

Ospedali pubblici

Farmacie

ECG

€ 11,62

€ 11,62

€ 26,00

MAPA

€ 41,32

€ 41,32

N/A

Test glicemico

€ 1,00

€ 1,00

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