Pronto? Risponde casa Masiero

di Redazione · Aprile 13, 2026

Il candidato sindaco replica alla nota ufficiale della Lega: «I vertici sono mal informati. L’unico ad attaccare il Governo è Marcigaglia»

C’è una nota ufficiale della Lega — firmata dal commissario regionale Andrea Tomaello, dall’onorevole Paolo Borchia, dal segretario provinciale Denis Frison e dal legato elettorale Roberto Ciambetti — che a Riccardo Masiero non è piaciuta. E la replica arriva senza troppi giri di parole.
«Dispiace apprendere come i vertici leghisti in Veneto siano con buona probabilità male informati», dice il candidato sindaco. La caduta dell’amministrazione Bevilacqua, spiega, non ha nulla a che fare con poltrone contese: è figlia di decisioni calate dall’alto senza confronto. Tre in particolare: la nomina a vicesindaco dell’assessore Mecenero, la «fuga in Regione» del sindaco Bevilacqua e — passaggio che non lascia spazio a interpretazioni — «lo scettro più o meno dichiaratamente lasciato nelle mani dell’assessore Marcigaglia». Le dimissioni dei consiglieri, di maggioranza e minoranza insieme, sono state la risposta a quella mancanza di fiducia.

La campagna, intanto, è entrata nel vivo. La raccolta firme è in corso, i gazebo girano. Masiero preferisce guardare avanti: «Stiamo incontrando ogni giorno i cittadini, ascoltando le loro idee per dare forma al programma». Sul campo, dice, si costruisce. Non nelle note stampa.

Ma è sul fronte interno alla Lega che il candidato affonda il colpo più preciso. A chi lo accusa di guidare un «baraccone» risponde rivendicando l’identità della coalizione: centrodestra — Fratelli d’Italia, Forza Italia e le altre componenti — più alcune liste civiche locali. Senza la Lega, che ha scelto di stare altrove. «Non abbiamo mai fatto segreto di cosa siamo», dice. E poi, la stoccata: «L’unico ad essersi espresso chiaramente contro il centrodestra che guida il Paese è stato il leghista ed ex assessore Enrico Marcigaglia».

Il nome di Marcigaglia — già assessore con Bevilacqua, oggi candidato sindaco con una lista autonoma — torna così al centro della scena. Non come avversario generico, ma come elemento di disturbo interno allo stesso campo che la Lega non riesce a compattare.
«A chi parla di poltrone, ricatti e personalismi», chiude Masiero, «rispondo: non è il nostro stile. È l’espressione triste di un passato che vogliamo dimenticare». La formula che propone è quella del merito contro il clientelismo, della trasparenza contro le decisioni blindate. Slogan che, in una città ancora scossa da una crisi amministrativa consumatasi in pochi mesi, trovano terreno.

La Lega ha parlato. Casa Masiero ha risposto. Marcigaglia, per ora, tace.​​​​​​​​​​​​​​​​

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