di Redazione · Agosto 7, 2026
«A Vicenza intesa anomala tra Futuro Nazionale e Pd, con pezzi di Lega e Forza Italia»
Speranzon e Giovine portano il caso al tavolo regionale e nazionale del centrodestra. Il coordinatore provinciale: «Telefonate ai sindaci per raccogliere adesioni, segnalerò tutto al Prefetto»
VICENZA – Il rinnovo del Consiglio provinciale, atteso presumibilmente ad aprile, si apre con uno scontro dentro il centrodestra. Fratelli d’Italia denuncia il profilarsi a Vicenza di una convergenza «anomala e inedita» che metterebbe insieme le segreterie di Futuro Nazionale e del Partito Democratico – che avrebbero già ufficializzato la propria posizione – insieme ad alcuni esponenti di Lega e Forza Italia.
A sollevare il caso è Raffaele Speranzon, coordinatore regionale del partito in Veneto, che parla di «una grande ammucchiata» animata, a suo dire e per ammissione di alcuni dei protagonisti, più dalla volontà di frenare la crescita di FdI nel Vicentino che da un progetto amministrativo condiviso.
A sostegno della tesi, Speranzon cita la distanza programmatica tra i due primi cittadini indicati come promotori dell’operazione, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e il sindaco Finco, che su un dossier pesante come il Tribunale della Pedemontana si collocano — osserva — su posizioni opposte. «In tutto il Veneto l’alternanza elettorale tra centrodestra e centrosinistra ha prodotto amministrazioni fondate su coalizioni coerenti», sottolinea il coordinatore regionale, ricordando che a Vicenza la Provincia è oggi amministrata dal centrodestra con il supporto dei civici.
«Gli alleati chiariscano la posizione ufficiale»
Il nodo politico, per FdI, è il silenzio dei partiti alleati. Speranzon distingue tra le «fughe in avanti di singoli amministratori» e le posizioni ufficiali delle rispettive forze politiche, che dice di attendere ancora. Non risparmia una stoccata a Futuro Nazionale: alla luce delle dichiarazioni di Vannacci, l’apertura a una larga intesa con il Pd «fa sorridere», secondo il coordinatore, se serve a ottenere «qualche posto di rilievo».
Da qui l’annuncio: la questione sarà portata al tavolo regionale e nazionale dei coordinatori delle forze di centrodestra. «Le alleanze non possono valere in un Comune o in Regione e diventare improvvisamente superabili quando si tratta di distribuire ruoli e incarichi in Provincia», è la sintesi di Speranzon, che si affida anche al fattore tempo: da qui alla primavera, auspica, potrebbero arrivare «consigli saggi».
Giovine: «Nessun alibi dietro la Casa dei Comuni»
Sulla stessa linea Silvio Giovine, vicecoordinatore regionale e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Vicenza, che smonta il richiamo alla cosiddetta “Casa dei Comuni”, formula nata negli anni delle presidenze Variati e Rucco, quando l’ente sembrava avviato alla chiusura. Quel quadro, argomenta, oggi non esiste più: la riforma promessa all’epoca è rimasta lettera morta e il dibattito attuale vede FdI schierata per la restituzione ai cittadini del voto diretto su un ente che «esercita competenze importanti».
«Se qualcuno intende costruire una larga intesa tra pezzi del centrodestra e Partito Democratico per una spartizione opaca di poltrone, non cerchi alibi e parli chiaramente», afferma Giovine, secondo cui gli accordi «costruiti esclusivamente nei palazzi» non rispondono a una logica di rappresentanza del territorio.
Le telefonate ai sindaci e la segnalazione al Prefetto
Il passaggio più duro riguarda il metodo. Giovine riferisce di telefonate ai primi cittadini finalizzate non a illustrare un programma ma a raccogliere o suggerire adesioni, con allusioni – sostiene – a una futura gestione che «terrà presente» chi si schiera sin da subito. Una circostanza che il coordinatore provinciale definisce «gravissima» e che annuncia di voler segnalare personalmente al Prefetto.
La risposta di Fratelli d’Italia sarà un progetto alternativo costruito «dal basso», coinvolgendo non solo i sindaci ma ogni singolo consigliere comunale. Un percorso che, secondo Giovine, è già avviato con la convocazione promossa per fine agosto da Andrea Turetta, presidente della Consulta ANCI Veneto Piccoli Comuni.
Il partito annuncia infine un monitoraggio prima, durante e dopo il voto di primavera. «Continueremo a lavorare per una Provincia realmente al servizio dei Comuni e del territorio», chiudono Speranzon e Giovine, ribadendo la disponibilità al dialogo con gli alleati e l’indisponibilità «a sederci al tavolo con il Partito Democratico».




