Seduto in quel caffè…io non pensavo a te…..

di Arrigo Abalti · Ottobre 12, 2024

29 settembre è un indimenticabile cult in cui Mogol raccontava la storia di un tradimento estemporaneo con le splendide note e la voce di Lucio Battisti. E il 29 settembre trascorso da poche settimane è stato il giorno in cui gli amministratori locali di tutti i comuni della provincia di Vicenza sono andati a votare per eleggere il nuovo Parlamentino di Palazzo Nievo, la classe dirigente che dovrà approvare i provvedimenti dei prossimi anni, la stessa che si trova in uno stallo che non si sblocca e ci fa pensare al clima sospettoso del fumus di un altro tipo di tradimento, quello della politica. Seduto in quel caffè io non pensavo a te è la hit dei Civici che devono decidere se restare terzi come ha dichiarato Orsi o imbarcarsi nella portaerei del Centrodestra. E in quel caffè c’è anche il presidente, Andrea Nardin.

Ma facciamo qualche passo indietro per allineare chi non ha seguito questa serie political crime.

Da una parte ci sono gli elettori che hanno scelto fra le tre offerte che il mercato della politica locale ha messo sul piatto, una lista di Centrodestra, una Civica ed una di Centrosinistra, dall’altra però c’è chi fa finta di non vedere il cambio di paradigma e ripropone lo schema che aveva generato le fortune di Achille Variati dopo la riforma Del Rio. La classica negazione della realtà che vediamo a tutti i livelli scorrere nei format televisivi e che ha contaminato anche molti personaggi locali che pensano che impegnarsi in politica sia fare l’influencer.

Riassumendo,  i primi hanno rotto la tradizione della Casa dei Comuni, in cui tutte le rappresentanze avevano uno strapuntino di potere attraverso le deleghe distribuite dal Presidente. Ma gli altri non ci stanno. E adesso? Il primo tempo è finito con 8 consiglieri su 16 eletti nella lista del Centrodestra,  2 Civici e 6 nel Centrosinistra.

Il giorno dopo il voto è partita l’azione degli sherpa delle diverse formazioni per trovare una soluzione, ma non si fanno passi avanti per un approccio che diventa quasi uno scontro ideologico, la destra vuole chiarezza e chiede di riproporre lo schema classico maggioranza e minoranza, la sinistra difende la linea della Casa dei Comuni, il presidente Andrea Nardin non aderisce – per il momento – al nuovo corso destra/sinistra, i civici sono tirati per la giacca da una parte e dall’altra, il Centrosinistra tiene duro forte delle ambiguità di Nardin e dei civici.

Se ci basiamo su quanto riportato dalla stampa quotidiana i Civici intendono restare terzi, che tradotto significa sabotare lo schema del Centrodestra, ma pare che anche tra i due azionisti del gruppo, Matteo Macilotti e Valter Orsi, ci sia un confronto in corso tra chi pensa di accettare l’offerta di alleanza con il Centrodestra – che si è blindato con le firme di tutti e otto i suoi consiglieri – e chi tiene duro sulla linea del passato, e nei prossimi giorni qualche novità da quel fronte dovrebbe arrivare.

Il Centrosinistra lavora silenzioso dietro le quinte e immagina scenari possibili. Il più naturale, con un centrodestra che non cede, e con i civici che vanno di là e mettono in sicurezza la nuova maggioranza di Palazzo Nievo. Nardin, a quel punto non avrebbe altra scelta che passare il Rubicone e diventare il presidente del Centrodestra. L’altro scenario possibile, a detta degli osservatori più attenti, è che il Presidente vada a caccia dei voti direttamente in aula contando su un accordo non dichiarato e non confessabile con il Centrosinistra ed i Civici, ma con un Consiglio di fatto spaccato a metà dove i cecchini del Centrodestra andrebbero a nozze nel mandare sotto un Presidente che già adesso mal sopportano.

Lunedì 14 ottobre il nuovo Consiglio è convocato per la convalida degli eletti, una formalità su cui tutti saranno d’accordo, e sarà forse l’unico voto all’unanimità di questa nuova fase della serie su Palazzo Nievo, che sembra più House of Cards che la Casa dei Comuni.

Ma tutto questo Alice non lo sa.

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