di Redazione · Giugno 2, 2025
“Possamai si esclude dal sistema invece di usare gli strumenti che ha”: le dichiarazioni del consigliere di opposizione sui crescenti episodi di criminalità
Il dibattito sulla sicurezza a Vicenza si arricchisce di una nuova voce critica. Il consigliere comunale Nicolò Naclerio attacca duramente l’amministrazione Possamai, accusando il sindaco di “scaricare sistematicamente le responsabilità su altri invece di assumersi il proprio ruolo nel garantire la sicurezza dei cittadini”.
“Ogni sindaco, di ogni paese e città d’Italia, fa parte di un sistema articolato che dovrebbe garantire la sicurezza dei propri concittadini – dichiara Naclerio – È grave che il sindaco Possamai questa fetta di responsabilità cerchi sempre di addossarla ad altri, di fatto escludendosi dal sistema stesso.”
La questione non è meramente tecnica o burocratica: ogni sindaco, di ogni paese e città d’Italia, fa parte di un sistema articolato che dovrebbe garantire la sicurezza dei propri concittadini. È un sistema che funziona attraverso la collaborazione tra diversi livelli istituzionali, ma che ha nella figura del primo cittadino un nodo cruciale di coordinamento e responsabilità. È grave, quindi, che il sindaco Possamai questa fetta di responsabilità cerchi sistematicamente di addossarla ad altri, di fatto escludendosi dal sistema stesso.
L’approccio dell’amministrazione vicentina appare viziato da un errore concettuale di fondo: non è pensabile che tutto ciò che succede a Vicenza sia riferibile esclusivamente all’azione del Governo centrale. Esistono competenze specifiche, strumenti operativi, margini di manovra che appartengono direttamente al livello comunale e che potrebbero fare la differenza nella lotta quotidiana contro criminalità e degrado.
La prevenzione, ad esempio, dovrebbe rappresentare il primo baluardo contro questa ondata di criminalità diffusa a cui assistiamo impotenti. E la prevenzione passa attraverso l’uso strategico della Polizia Locale, che dovrebbe costituire la prima forma di deterrenza visibile sul territorio. Ma è stato dato un segnale forte da parte dell’amministrazione in questi giorni di crescente allarme sociale? La risposta è chiaramente negativa.
Ancora più grave è la questione dell’utilizzo del personale in divisa. Sono stati impiegati nel migliore dei modi gli uomini e le donne in uniforme che il sindaco direttamente comanda? Anche qui la risposta appare scontata: no. La Polizia Locale, che rappresenta il braccio operativo diretto del sindaco sul territorio, sembra essere sottoutilizzata proprio nel momento in cui la sua presenza dovrebbe essere massima e più incisiva.
Quello che emerge dalle dichiarazioni e dalle azioni dell’amministrazione Possamai è un quadro desolante fatto di arrendevolezza e di costante menefreghismo rispetto a temi su cui Palazzo Trissino può, e soprattutto deve, intervenire. Non si tratta di rivendicare competenze che non appartengono al livello comunale, ma di utilizzare pienamente quelle che ci sono e che spesso rimangono inspiegabilmente inutilizzate.
Il problema di fondo è che il pensiero del sindaco sembra costantemente rivolto alle leggi, su cui effettivamente non ha competenza diretta. Ma prima di pensare alle leggi, un amministratore dovrebbe concentrarsi su come non far accadere certi fatti, su come mettere in sicurezza i vicentini, su come non permettere il moltiplicarsi delle zone di spaccio, delle sacche di degrado, della paura tra la gente.
Le competenze ci sono: dal controllo del territorio attraverso la Polizia Locale, alla gestione degli spazi pubblici, dalla collaborazione con le forze dell’ordine statali al coordinamento delle politiche di prevenzione sociale. Strumenti che potrebbero essere utilizzati in modo più incisivo e determinato di quanto non stia accadendo.
La vera questione è che i tagli, quando necessari, vanno fatti al permissivismo e al lassismo che caratterizzano l’approccio dell’attuale amministrazione, non solo ai nastri per inaugurare opere private. La sicurezza dei cittadini richiede presenza, determinazione, utilizzo pieno delle competenze disponibili. Richiede, soprattutto, che chi è stato eletto per amministrare si assuma fino in fondo le proprie responsabilità.
Invece, quello a cui assistiamo è lo spettacolo di un sindaco che sembra aver trovato nella deresponsabilizzazione sistematica la propria strategia di sopravvivenza politica. Un approccio che, oltre a essere inefficace, rappresenta una mancanza di rispetto verso i cittadini che hanno il diritto di pretendere sicurezza e vivibilità dalla propria città.
La sicurezza urbana è una sfida complessa che richiede il contributo di tutti i livelli istituzionali. Ma è una sfida che si vince partendo dal basso, dalla capacità di ogni amministrazione locale di fare la propria parte fino in fondo. E su questo, l’amministrazione Possamai ha ancora molto, troppo da dimostrare.




