Un cancello che apre al futuro possibile

di Arrigo Abalti · Dicembre 22, 2024

La recente inaugurazione della cancellata nell’area ovest di Campo Marzo a Vicenza rappresenta un momento significativo per la città. Carico di simboli e di aspettative.
Indipendentemente dalla sua genesi, lanciata in campagna elettorale da Lega e Fratelli d’Italia, ma rivista e corretta da Giacomo Possamai, che ha, stavolta, segnato un punto nella storia dei luoghi della città e del degrado.
Questo intervento, avviato lo scorso luglio, ha visto la realizzazione di una recinzione di 500 metri, alta circa due metri, con un costo di 250.000 euro, finalizzata a delimitare la zona del parco giochi e dell’ex ippodromo.

Ieri sera, passeggiando lungo il perimetro del parco, abbiamo potuto osservare da vicino questa nuova struttura. Alla destra, la cancellata, splendida nel suo stile Buckinghamn Palace in versione smart,  si presentava come un perfetto esempio di ordine e pulizia, con il parco illuminato che trasmetteva un senso di sicurezza e tranquillità. Alla sinistra, invece, si estende ancora la parte di Campo Marzo che, a seguito degli interventi degli anni ‘90, ha assunto un aspetto che ricorda le aree urbane dell’ex Berlino Est, trasformando il glorioso e tradizionale parco cittadino in uno spazio che richiama l’atmosfera di un aeroporto del Patto di Varsavia.
E questo rimane un vulnus che ci auguriamo venga risolto con lo stesso mood, magari rimettendo i platani del passato e cambiando l’orrore di quei lampioni così tristi.

È interessante notare come, in questa occasione, un’idea originariamente proposta dalla destra sia stata la prima opera realizzata dall’amministrazione di sinistra. Questo dimostra che, al di là delle appartenenze politiche, l’obiettivo comune può ancora essere il bene e la sicurezza dei cittadini.

La storia di Campo Marzo è ricca e complessa. Anticamente chiamata “Guisega”, termine derivante dal tedesco “Wiese” che significa prato, l’area ha attraversato numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Utilizzata come pascolo, luogo di esecuzioni pubbliche e spazio per esercitazioni militari, ha sempre rappresentato un punto nevralgico per la comunità vicentina.

La realizzazione della cancellata ha suscitato dibattiti tra i cittadini e le forze politiche. Alcuni vedono in essa una soluzione efficace per contrastare degrado e attività illecite, rendendo il parco più sicuro e fruibile per famiglie e bambini. Altri, invece, la percepiscono come una sconfitta nella gestione della sicurezza urbana, temendo che possa semplicemente spostare i problemi in altre zone della città. E hanno ragione tutti, ma questo è comunque un passo avanti.

Indipendentemente dalle opinioni, è innegabile però che la nuova recinzione abbia già cambiato il volto di Campo Marzo.

Resta ora da vedere come la comunità vicentina saprà riappropriarsi di questo spazio, e, piano piano, possa tornare ad essere quel luogo di incontro e svago che ha rappresentato per generazioni.

In fondo bisogna pur sempre ricordarsi che “la città è una stupenda emozione dell’uomo” (Renzo Piano).

CONDIVIDI SU

[wpzoom_social_icons id="12577"]