Una poltrona per tre. Sindaci pronti per il terzo mandato

di Arrigo Abalti · Dicembre 28, 2023

Ormai viene data per fatta. Quello che pochi mesi fa sembrava un miraggio ormai è realtà per i tanti primi cittadini che stavano preparando gli scatoloni per lasciare libere le proprie scrivanie nei municipi e, casomai, attrezzarsi per una successione dolce, rientreranno in scena per succedere a se stessi.

La notizia è rimbalzata anche in queste ore sulle testate nazionali come in quelle locali, accordo fatto tra i principali partiti al governo, Fratelli d’Italia e Lega, che avrebbero ridisegnato i limiti per i mandati. Fino a 5000 abitanti viene tolto il blocco e quindi ci si può sempre ricandidare, mentre da 5001 a 15.000 abitanti si arriverà alla possibilità di presentarsi per tre mandati successivi.

Lo scenario della provincia di Vicenza, che nel 2024 si presenta con la maggior parte dei comuni che vanno al voto, si fa interessante perchè offre una geografia che potrebbe rasserenare molti primi cittadini uscenti quanto impensierire i segretari dei partiti di riferimento. Perchè se è vero che a livello romano l’accordo è dato per raggiunto tra meloniani e Carroccio, è altrettanto prevedibile che qualche criticità si presenterà al momento di calare la decisione sul territorio, essendosi invertito l’equilibrio tra le due formazioni big del Centrodestra. Molti sono i sindaci Lega in scadenza e altrettanti gli aspiranti alla loro successione che scalpitano a bordo campo in Fratelli d’Italia. Per non parlare delle civiche di area che potrebbero incontrare difficoltà a causa di uno scenario conservativo che potrebbe generare grattacapi. E se è vero che la fascia tricolore da indossare non è più tanto desiderata considerando il rapporto costi – e soprattutto rischi – e benefici , è pur vero che chi la indossa da quasi dieci anni non ha così tanta voglia di mollare. Anzi.

Prima della riforma Del Rio, che ha praticamente svuotato di senso le Province, l’ente intermedio aveva assicurato un approdo a tanti sindaci che volevano proseguire con il cursus honorum della politica, offrendo ruolo e compenso adeguati, ma allo stato attuale, in attesa che anche le Provincie ritornino ad essere ente di primo livello, con regolari elezioni a suffragio universale (fortemente richieste da Salvini e date per certe nel 2025), consiglio e presidente eletti dai cittadini e giunta scelta dalla maggioranza, l’unico approdo possibile è, effettivamente il terzo o ennesimo mandato.

Si preparano allora a succedere a se stessi il prossimo giugno, probabilmente il 9 con Election Day in corrispondenza con le Elezioni Europee, Paolo Pellizzari, ad Arcugnano, civico di centrodestra con un passato nella DC e poi in Forza Italia ma ora senza tessera di partito; Dino Magnabosco a Montebello Vicentino, di recente iscrizione al Carroccio dopo un primo mandato da civico di Centrodestra, il quale, oltre che sindaco è anche Presidente della Conferenza dei Sindaci Ulss dell’Ovest Vicentino; Roberto Rigoni Stern, che guida Asiago dal 2014, anche lui civico di Centrodestra con un trascorso in Forza Italia; Davide Faccio, leader della Lega a Trissino e consigliere provinciale che con il terzo mandato si prenota a ripresentarsi alle urne del 2024 per la conferma; Giusy Armilletti, sindaco PD di Dueville; Francesco Enrico Gonzo, a Isola Vicentina sotto le insegne di Fratelli d’Italia;  stessa collocazione politica anche per Erminio Masero a Piovene Rocchette; resta in quota PD invece Santorso, dove è data per certa la continuità di Franco Balzi come quella di Sarcedo con Luca Cortese. Conferma probabile anche a Zugliano con l’uscente Sandro Maculan. A ben guardare sono anche molti altri i sindaci che si presenteranno per la terza volta nei comuni sotto ai 5000 abitanti, come Emanuele Munari (FdI) a Gallio o Gabriele Tasso (FdI) a San Pietro Mussolino.

In questa geografia, politicamente conservativa, è difficile scorgere elementi di novità o di rotture, al netto di possibili rivendicazioni di Fratelli d’Italia che in questo momento è l’azionista di maggioranza nella ditta del Centrodestra, mentre il focus più aggrovigliato sarà nei comuni a doppio turno, dove i giochi non sono affatto definiti, come Bassano del Grappa, Schio, Valdagno dove il film che stiamo vedendo più gettonato è Una poltrona per due.

Unica, al momento, eccezione, rimane Arzignano dove la maggioranza uscente è saldamente compatta intorno al sindaco uscente – peraltro al primo mandato – di Alessia Bevilacqua che non sembra impensierita dall’aver lasciato all’opposizione Forza Italia.

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