Vicenza, bambino escluso dall’asilo per una retta non pagata. Rifondazione: “Un’amministrazione davvero inclusiva non lascia un minore alla porta”

di Redazione · Dicembre 18, 2024

Un bambino escluso dall’asilo nido comunale dei Ferrovieri perché i genitori non hanno pagato una retta di 120 euro. Una scena che sembra difficile da immaginare in una città che si definisce “inclusiva” ma che, secondo quanto denunciato da Rifondazione Comunista di Vicenza, si è purtroppo verificata nei giorni scorsi.

La vicenda ha acceso il dibattito politico, soprattutto dopo le dichiarazioni dell’assessore ai Servizi Sociali Giovanni Selmo, che ha parlato di possibili disguidi ancora in fase di verifica. Tuttavia, Selmo non ha esitato a sottolineare come “il pagamento delle rette sia un atto di responsabilità”, aggiungendo che le tariffe, a suo dire, sarebbero “alla portata di tutti”. Un’affermazione che ha provocato la dura reazione di Rifondazione, che ha puntato il dito contro un’amministrazione accusata di essere distante dai problemi reali delle famiglie più fragili.

“Queste parole risuonano come una beffa per chi fatica ad arrivare a fine mese”, si legge nella nota di Rifondazione Comunista Vicenza. Il partito evidenzia come il costo della vita sia diventato insostenibile per molte famiglie, spesso alle prese con lavori precari, affitti in aumento, bollette più care e spese quotidiane sempre più difficili da affrontare. Situazioni che rendono anche una retta apparentemente “modesta” un peso non indifferente.

Il problema, secondo Rifondazione, non riguarda solo l’aspetto economico ma anche l’approccio amministrativo. “Alla prima retta non pagata, il Comune mette i minori alla porta e i genitori alla berlina, senza nemmeno fare i dovuti controlli tramite gli assistenti sociali”, accusa il comunicato. Un comportamento che, per il partito, contraddice qualsiasi principio di tutela del minore e di vera inclusione sociale.

Il paragone con la Natività non tarda ad arrivare: “L’assessore Selmo è come l’albergatore di Betlemme che lascia fuori dalla porta chi non può pagare”. Una critica durissima, che mette al centro la necessità di interventi concreti a sostegno delle famiglie in difficoltà, piuttosto che di dichiarazioni di principio.

Le proposte di Rifondazione Comunista sono chiare:

•Ridurre le rette degli asili nido comunali per le famiglie con ISEE basso;

•Allungare gli orari di apertura per venire incontro alle esigenze dei genitori lavoratori;

•Ridurre le liste d’attesa, che spesso impediscono l’accesso ai servizi educativi per i più piccoli.

“Un bambino non può mai essere lasciato alla porta”, conclude Rifondazione, chiedendo una revisione del regolamento comunale per garantire che situazioni come questa non si ripetano più. Un appello che chiama in causa l’amministrazione comunale, invitandola a tradurre in azioni concrete le promesse di inclusione e supporto sociale.

Una vicenda che scuote Vicenza e solleva interrogativi sul senso di giustizia sociale in un periodo storico in cui, come ricorda Rifondazione, le famiglie più fragili non possono essere abbandonate al loro destino.

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