di Arrigo Abalti · Aprile 17, 2025
Non ci sono più i volantini di una volta. Oggi, le battaglie politiche si combattono a colpi di messaggi su WhatsApp. È la nuova guerra fredda tra Lega e Fratelli d’Italia, due coinquilini nel condominio del centrodestra che si scambiano frecciate digitali invece di saluti cordiali.
Luca Zaia, governatore e motivatore da chat, scrive ai suoi: “Duri ai banchi!”. Ma la frase suona più come un richiamo scolastico che una strategia politica. Poi aggiunge un “pancia a terra!”, evocando scenari da caserma, ma in Regione il terreno è scivoloso e il rischio di capitomboli è dietro l’angolo.
La verità è che c’è odore di successione. Un altro addio nella maggioranza e salta tutto, avverte Marcato. Un altro messaggio e si va a elezioni. A Roma, nel frattempo, i meloniani sorridono e non commentano. A Venezia, invece, lo scontro si fa veneto, cioè personale. Le fuoriuscite fanno male perché somigliano a tradimenti familiari: prima cena insieme, poi il coltello tra le scapole.
Nel frattempo, mentre Pd e centrosinistra parlano di proroghe e date del voto, nel centrodestra si parla solo di “quote”. La più ambita? Una Regione del Nord. Il prossimo candidato presidente? Magari con accento vicentino e stile curiale.
La sensazione è che nessuno si fidi più di nessuno. E come succede nei matrimoni in crisi, ognuno tiene il conto dei soldi che l’altro spende. Ma se si va al voto, sarà guerra aperta. E allora addio messaggi: via con le spade.
E non ci si lamenti se il partito dell’astensione aumenta. Dopo queste volgarità il Bar Sport diventa il salotto di Petronio.



