di Redazione · Novembre 22, 2025
Il siparietto Marcato-De Carlo su Facebook racconta un storia
A Venezia, la sera prima del voto regionale, la laguna decide di travestirsi: diventa di un verde acceso, quasi radioattivo. Non il verde tranquillo delle brochure turistiche, ma quello più sospetto, più politico, quello che in Veneto ha un nome e un cognome: verde padano.
Roberto Marcato, che questo colore ce l’ha nel sangue da quando la Lega andava in giro col pennello a scrivere Padania Libera e non con i sondaggi, lo vede e non resiste: “🟢 presagio… 😊”.
Un presagio, certo. Come dire: l’acqua parla, e parla in dialetto leghista. Un minuto dopo arriva Luca De Carlo, senatore FdI, coordinatore regionale, giocatore di poker politico che non vuole mai lasciare il piatto al rivale interno. Guarda il post di Marcato, guarda il verde padano del Canal Grande, e decide di tagliare corto: “Tranquilli, cambierà colore a breve 😉”.
La faccina è amichevole, il messaggio no. È il classico “ti voglio bene” che in realtà significa “non illuderti”. Il verde padano? Bello, folkloristico, ma da domani, se tutto va come a Roma sperano, si vira sul melone tricolore di Fratelli d’Italia.
Marcato ci vede un segno divino, De Carlo un’infiltrazione chimica da archiviare in fretta. E così, tra un sorriso e una stoccata, il centrodestra veneto offre al mondo il suo vero backstage: altro che alleanza, qui siamo al derby di ritorno. La sinistra può anche fare la conferenza stampa, ma il ring vero è tra chi dovrebbe governare insieme. Perché in Veneto, si sa, ci sono tradizioni antiche: il prosecco, l’artigianato, la nebbia… e le guerre intestine del centrodestra. La laguna fluorescente è solo l’ultima cartolina della vigilia: Marcato che invoca il verde padano come talismano; De Carlo che glielo smonta come un idraulico che chiude un rubinetto.
E mentre Palazzo Ferro Fini si specchia in quell’acqua che sembra uscita da un videogioco anni Novanta, ecco il riassunto perfetto della campagna elettorale: un fronte apparentemente compatto, ma con l’adrenalina del sospetto che scorre sotto, come una marea che cambia colore. Domani si vota.
Oggi, dalla laguna, arriva un presagio. Verde. Padano. Ma De Carlo avverte: “Cambierà”.
È questo il Veneto del 2025: basta guardare l’acqua per capire che, prima ancora dei risultati, la convivenza sarà scoppiettante.




