Il corso di laurea più lungo

di Arrigo Abalti · Luglio 26, 2026

Stallo concluso i  FSU. Ecco i nomi

Vicenza ha un ateneo che in questi mesi ha erogato il corso più impegnativo del suo catalogo. Si chiama Composizione degli Equilibri, dura quasi un anno accademico, non prevede appelli straordinari e la frequenza è obbligatoria soltanto per chi conta. Alla fine la commissione ha deliberato: Pippo Zigliotto presiederà la Fondazione Studi Universitari – ma per noi non è una novità -. Il via libera è arrivato anche da Fratelli d’Italia, con la mediazione di Domenico Corà, che ha fatto quello che a Vicenza si fa da sempre quando due tavoli non si parlano: ha spostato le sedie finché non si sono trovati seduti allo stesso.

Il primo Cda sarà convocato entro fine mese e la squadra somiglia a una fotografia di classe delle istituzioni beriche. In esecutivo lo stesso Corà per la Provincia, il veterano Antonio Girardi per la Camera di Commercio, Ivan Tomasi per Confindustria e, in quota Comune, uno tra il presidente dell’Ordine degli avvocati Alessandro Moscatelli e Otello Dalla Rosa: il penultimo ballottaggio rimasto in città. Poi si dovrà decidere anche sulla vicepresidenza che potrebbe passare da Girardi allo stesso Corà. Ma qui la partita è ancora da chiudere. E questo è l’ultimo ballottaggio.

Definita invece pienamente la triplice del collegio sindacale, con Alberto Matteazzi confermato alla presidenza su indicazione della CCIAA, Margherita Monti per il Comune e Antonio Gennarelli per la Provincia. Ogni peso bilanciato, ogni quota rispettata, ogni suscettibilità medicata. Se fosse un esame di diritto amministrativo, trenta e lode.

Peccato che l’esame vero cominci adesso, e che il programma nessuno l’abbia ancora scritto. L’integrazione tra università e città resta un proposito da convegno: gli studenti attraversano Vicenza, non la abitano. La nuova mensa è provvisoria, e il cantiere delle intenzioni è ancora nel cassetto.
Sulle facoltà del futuro — quali aprire, quali difendere, con quale ateneo e con quale strategia — circolano ipotesi, non decisioni.
Gli alloggi sono il capitolo che tutti citano e nessuno affronta, forse perché richiede immobili veri e non tavoli o progetti. E soprattutto la capitalizzazione della presenza universitaria, che dovrebbe essere il senso stesso della Fondazione, per ora si regge su slogan, luoghi comuni e buone intenzioni: la triade con cui a Vicenza si inaugura tutto e si conclude poco.

Il punto politico, però, è un altro, ed è il più scomodo. In questi mesi la politica non ha dettato una linea, non ha fissato un obiettivo, non ha indicato una priorità. Ha fatto l’unica cosa che le riusciva senza litigare: dopo mesi di stallo ha appaltato il futuro dell’università a Confindustria. Che avrà pure competenza, visione e risorse, ma risponde a un interesse legittimo e parziale, non all’interesse generale di una comunità. Delegare non è una strategia: è il modo elegante di non averne una.

Zigliotto arriva con il consenso più largo possibile, sommando equilibri più che applausi, che è insieme la sua forza e la sua condanna. Un mandato nato per tenere insieme tutti rischia di diventare un mandato che non scontenta nessuno, e un’università che pareggia perde, perché nel frattempo altrove segnano.

Adesso che la cattedra ha un titolare, si spera che la prima lezione sia dedicata agli studenti e alla città che li ospita: gli unici, in tutta questa storia, che non avevano una quota. Speriamo bene.

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