Altro giro, altra corsa

di Arrigo Abalti · Settembre 1, 2025

In arrivo il terzo mandato per gli assessori regionali. Ma non tutti sono d’accordo 

 

Un tempo c’era il limite dei due mandati: finiti quelli, stop, a disposizione del partito. Adesso, in Veneto, sembra di assistere a una lunga partita di Risiko in cui la domanda non è “chi mettere al posto loro?”, ma “dove mettere i veterani?”. Perché il vero problema è tutto qui: ricollocare chi non vuole mollare la casella.

La legge per il terzo mandato approderà a fine mese in Aula, ma la discussione è tutt’altro che pacifica, soprattutto in casa Lega. I consiglieri del Carroccio non sono tutti entusiasti all’idea di votare una norma che premia i veterani e, allo stesso tempo, blocca il ricambio. Perché se la politica è una staffetta, tenere il testimone sempre nelle stesse mani non è la migliore delle corse.

Il principio guida, in teoria, dovrebbe essere semplice: hanno lavorato bene? Hanno raggiunto risultati? Hanno lasciato un segno? Invece la sensazione è che prevalga un riflesso da “Salvate il soldato Ryan”: non importa se abbiano centrato l’obiettivo, l’importante è non lasciarli indietro. Mantenere in qualche modo lo status quo ante.

Così il Veneto rischia di trasformarsi in un eterno dopolavoro dei veterani, dove il ricambio è visto più come un fastidio che come un’opportunità. Ma, in politica come nella vita, a furia di tirare la minestra, finisce che non sa più di nulla.

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