di Redazione · Ottobre 25, 2025
Sorprese e conferme scorrendo bene le candidature, ma anche qui è campo largo
Il centrodestra vicentino si presenta unito sulla carta, ma attraversato da dinamiche interne che renderanno la corsa elettorale una partita tutta da seguire. Quattro le liste in campo per la coalizione: Lega per Zaia, Fratelli d’Italia, Forza Italia – Tosi Presidente e Noi Moderati.
Nel Vicentino, più che altrove, si gioca il derby per la leadership della coalizione e per capire chi guiderà la rappresentanza berica a Venezia.
Lega: la squadra della continuità
Capolista simbolico, come annunciato, Luca Zaia, seguito da Manuela Lanzarin, ormai ex assessora regionale alla sanità. Se rieletta, non potrà tornare in giunta per il limite dei mandati, ma vuole tornare in Consiglio.
Accanto a lei, il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti, il veterano della Lega, da anni garante della continuità istituzionale.
A completare la squadra:
- Milena Cecchetto, consigliera regionale uscente, leghista della prima ora, già sindaca di Montecchio Maggiore e oggi riferimento dell’area vicina al generale Vannacci.
- Sergio Carrera, consigliere comunale ed ex vicesindaco di San Vito di Leguzzano, volto civico e amministratore esperto.
- Alessia Bevilacqua, rieletta sindaca di Arzignano nel 2024, prova la sfida per rappresentare la Valle del Chiampo.
- Cristian Tonello, giovane consigliere comunale di Villaverla, espressione della nuova generazione del Carroccio.
- Morena Martini, grande esperienza: già assessore provinciale ai tempi di Titti Schneck e sindaca per dieci anni di Rossano Veneto, ora pronta a “staccare un biglietto per Venezia”.
- Marco Zecchinato, consigliere regionale uscente ed ex sindaco di Orgiano, espressione del Basso Vicentino.
Una lista che punta sulla territorialità e sulla solidità amministrativa, più che sull’effetto novità.
Fratelli d’Italia: la lista dei sindaci (ed ex sindaci)
È la formazione più osservata del centrodestra vicentino, costruita per contendere alla Lega la leadership territoriale. Rucco, Formaggio e Berlato i favoriti.
Si parte, in rigoroso ordine alfabetico, con Sergio Berlato, eurodeputato e riferimento storico della destra veneta.
Con lui una squadra che unisce amministratori di lungo corso e volti emergenti:
- Elena Pavan, ex sindaca di Bassano del Grappa e oggi consigliera comunale, passata lo scorso anno dalla Lega a Fratelli d’Italia.
- Joe Formaggio, consigliere regionale uscente e considerato uno dei più forti campioni di preferenze.
- Francesco Enrico Gonzo, sindaco di Isola Vicentina e volto emergente della nuova generazione amministrativa.
- Francesco Rucco, ex sindaco di Vicenza e attuale consigliere comunale, conta su un forte consenso personale nel Capoluogo e nell’appoggio di Elena Donazzan e Silvio Giovine.
Completano la lista Giulia Sottoriva, presidente dell’Associazione Cacciatori Veneti, Maria Teresa Sperotto, sindaco di Farà Vicentino, Andrea Nardin, sindaco di Montegalda e Presidente della Provincia, l’acquisto più recente dei Meloniani e Cristina Zanini, già vicesindaco di Monticello Conte Otto e oggi consigliere comunale di opposizione.
La chiave di lettura: FdI punta a rappresentare il territorio con chi il territorio lo governa. La presenza congiunta di ex sindaci e amministratori locali ne fa la lista molto politica e strutturata, con l’obiettivo di affermare il primato dopo quindici anni di leghismo.
Forza Italia: il rilancio moderato
Sotto la guida di Flavio Tosi, ex sindaco di Verona, la lista azzurra punta a riaffermare l’identità liberale e amministrativa del centrodestra. Marangon e Rigoni i favoriti, ma Maltauro punta a sorprendere tutti (sostenuto da big in apparente quiescenza).
Nel Vicentino compaiono:
- Renzo Marangon, sindaco di Camisano e figura storica del consiglio provinciale. Molti lo danno come favorito.
- Roberto Rigoni Stern, sindaco di Asiago, a caccia di preferenze in altipiano ma anche in città dove esercita la sua professione di avvocato.
- Maria Gabriella Strinati, a lungo assessore alla cultura di Thiene con il sindaco Casarotto, era sparita dai radar e la ritroviamo in Forza Italia.
- Jacopo Maltauro, arrivato da pochi mesi nel partito azzurro, potrebbe essere la sorpresa parla soprattutto alla gen Z;
- Chiara Tessarollo, consigliere comunale a Bassano del Grappa
- Paola Vignaga, assessore a Sossano;
- Loredana Zanella, assessore ad Arcugnano, molto impegnata sul fronte delle Pari Opportunità;
- Gabriele Tasso, sindaco al terzo mandato di San Pietro Mussolino, era vicesegretario provinciale di FdI, ma circa un anno fa se n’è andato per approdare in Forza Italia. Ora testerà in suo consenso soprattutto nell’Ovest Vicentino – peraltro già piuttosto affollato di candidati -.
Una squadra che parla a un elettorato moderato e produttivo, con l’obiettivo di riportare peso politico al centro del dibattito.
Noi Moderati: la terza gamba del centrodestra
Guidata da Luca Vendramin, la lista raccoglie figure civiche e una big di Confindustria:
- Lara Bisin, ex vice presidente di Confindustria, l’anno scorso si era candidata alle Europee nella lista di Calenda;
- Matteo Gasparotto, consigliere di opposizione a Montecchio Precalcino, molto legato al candidato Presidente, Alberto Stefani, di cui è amico da sempre;
- Maria Cecilia Dal Balcon, Stefano Lain, ex sindaco di Grisignano di Zocco, Liana Dal Pozzolo, Luigi Lazzari, Cinzia Maraschin, assessore a Creazzo e Andrea Ronco, noto come Veneto Imbruttito.
Un laboratorio politico che ambisce a rappresentare il centro istituzionale della coalizione e con una dichiarata componente civica.
Unione di Centro (UDC): ritorno alla tradizione democristiana
L’UDC di Antonio De Poli schiera una lista dal profilo fortemente territoriale, che combina esperienza amministrativa e identità cattolico-moderata. Luca Franzè il favorito.
- Luca Franzè, sindaco di Bressanvido;
- Catia Gambin
- Diego Carotta, sindaco di Pedemonte;
- Silvia Lionello;
- Michele Dalla Negra (Vicenza), una delle sorprese, dopo una lunga militanza nella destra cittadina – MSI, AN – è stato assessore di Forza Italia e consigliere della civica Impegno per Vicenza, ora abbraccia lo Scudocrociato…per la serie “moriremo democristiani”;
- Elena Vencato, presidente dell’associazione Impegno per Vicenza;
- Emanuele Munari, sindaco per dieci anni di Gallio, lascia FdI per lo Scudocrociato di De Poli e punta a contendere l’altopiano al sindaco di Asiago;
- Giulia Zausa, Presidente del Consiglio Comunale di Dueville;
- Massimo Tessarolo, detto Tex, assessore di Tezze sul Brenta.
Una lista equilibrata, che mira a rappresentare l’area centrista e cattolica con l’obiettivo di recuperare spazio nel perimetro del centrodestra.
Liga Veneta Repubblica: il ritorno dei “leonisti”
Ultima ma simbolicamente significativa, la Liga Veneta Repubblica, movimento storico dell’autonomismo veneto. Emanuela Fochesato sostenuta dagli autonomisti potrebbe riservare sorprese.
I candidati per Vicenza sono:
- Nicola Sella (Thiene),
- Emanuela Fochesato, consigliera comunale ad Arzignano;
- Massimiliano “Max” Gentilin (Arzignano),
- Barbara Sommaggio (San Bonifacio),
- Paolo Righi (Vicenza),
- Marzia Magagnin (Rovolon),
- Giacomo Ferro (Soave),
- Maria Dorigato (Villafranca di Verona),
- Gianpietro Piotto (Tezze sul Brenta).
Una presenza simbolica, ma che riafferma la bandiera autonomista nel campo del centrodestra, con nomi noti soprattutto nell’Ovest Vicentino e nell’area bassanese.
Un campo largo nel centrodestra
Mai come oggi il centrodestra veneto appare come un campo largo. Largo davvero: capace di tenere insieme l’ortodossia leghista e la spinta sovranista, il civismo amministrativo e il riformismo cattolico. Nel Vicentino, questa alleanza assume i contorni più nitidi: dalla destra identitaria di Vannacci alla tradizione democristiana di Noi Moderati e dell’UDC, passando per l’efficienza municipale dei sindaci e il pragmatismo dei moderati.
È un mosaico che tiene, ma che racconta anche un equilibrio nuovo. La Lega resta la colonna portante, ma non più solitaria; Fratelli d’Italia è la forza in ascesa che interpreta la stagione nazionale e cerca di affermare il primato già testato alle Europee e prima alle Politiche; Forza Italia tenta di restituire voce al centro produttivo e liberale; Noi Moderati e UDC custodiscono la memoria lunga del Veneto bianco; e persino la Liga Veneta Repubblica riporta in scena l’orgoglio autonomista delle origini.
Sul fondo, intanto, si vede il profilo del dopo-Zaia.
Non è ancora tempo di eredi, ma di transizione. Il modello Veneto resiste, ma cambia pelle: più plurale, più diffuso, forse meno egoriferito, ma più rappresentativo dei territori.
Vicenza, nel frattempo, torna laboratorio più che capoluogo. Qui il centrodestra non è un blocco, ma un sistema che mescola identità e mediazione, muscolo e mente, potere e cultura di governo. E in fondo, come ricordava Mariano Rumor, il più veneto dei democristiani, “la politica non è la scienza del comando, ma l’arte di comporre le differenze.”
È la definizione più adatta per questo tempo politico: un centrodestra che, da Vannacci ai democristiani, prova a tenere insieme la forza e la misura, la passione e il governo.
E forse è proprio da questa miscela — a tratti instabile, ma vitale — che nascerà il futuro del Veneto dopo Zaia.


