Comuni stanchi

di Arrigo Abalti · Gennaio 2, 2026

Arcugnano cade senza rumore, Arzignano è già commissariata, Schio traballa. Non è un caso: è un clima

 

C’è un filo che lega Arcugnano, Arzignano e Schio. Non è la geografia. È la stanchezza politica.

Ad Arcugnano la giunta è caduta come cadono le cose che da tempo non stanno più in piedi. Otto consiglieri su dodici hanno rassegnato le dimissioni, mandando a casa il sindaco Marco Carollo. Game over. Arriva il commissario prefettizio, in primavera si torna alle urne. Nessuna sorpresa, perché la crisi era annunciata: mesi di tensioni nella maggioranza, culminate con le dimissioni dell’assessore al bilancio Enrico Zucconi. Quando se ne va chi tiene i conti, di solito il problema non sono i conti.

La parabola di Carollo è durata un anno. Un tempo troppo breve per governare, sufficiente però per raccontare una dinamica ormai ricorrente: una vittoria costruita sulle divisioni altrui – quelle del centrodestra locale che avevano aperto la strada alla sconfitta di Paolo Pellizzari dopo vent’anni di governo – senza una maggioranza davvero coesa alle spalle. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Ora è tutto da rifare, con una scuola che resta il vero nodo politico-amministrativo e che richiederebbe un intervento del Governo. Ma mentre il problema resta lì, irrisolto, la politica locale ha già iniziato a ragionare sulla successione. Perché anche quando cade, la politica non si ferma mai: si riorganizza.

Arcugnano però non è sola. Ad Arzignano il commissario è già realtà. A Schio la situazione è tutt’altro che stabile: dimissioni a catena, una presidenza del Consiglio azzerata, la crisi AVA-Soraris sullo sfondo e una maggioranza che fatica a reggere. Segnali che vanno letti insieme, non separatamente.

Non siamo davanti a episodi isolati, ma a un malessere diffuso. Maggioranze nate per necessità più che per progetto, equilibri fragili, amministrazioni che tengono finché nessuno mette davvero mano ai nodi strutturali. Poi basta poco: uno strappo, una sedia che traballa, un commissario che arriva.

Restiamo sintonizzati. Perché la sensazione è che questa non sia la fine di una stagione, ma l’inizio di una fase. E che altre notizie, da qualche municipio veneto, potrebbero arrivare presto.

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