di Redazione · Ottobre 18, 2025
Adesso i Comuni potranno decidere se perseguitare i ladri o i ciclisti. Indovinate chi vince
C’è chi dice che l’Italia sia un Paese libero. Ed è vero: libero di legare la bicicletta dove vuole, fino a quando non lo fa. Con la sentenza n. 7353 del 2025, il Consiglio di Stato ha stabilito che i Comuni possono vietare di fissare biciclette e motorini a pali, cancellate o qualsiasi altra struttura pubblica non “destinata al parcheggio”. Tradotto: se hai un palo sotto casa, non toccarlo. È zona sacra.
Il decoro urbano, ci spiegano i giudici, va tutelato. E chi meglio di una bicicletta — simbolo di libertà, ecologia e povertà energetica — per minacciare questa fragile bellezza fatta di panchine sverniciate e buche poetiche sull’asfalto? Così ora i sindaci potranno scegliere: perseguire chi sporca le città o chi prova a non farsela rubare la bici. E, conoscendo la burocrazia, è facile immaginare chi avrà la peggio.
La multa può arrivare fino a 800 euro. Per capirci: con quella cifra si compra una bicicletta nuova. O un’auto usata male. Il messaggio è chiaro: non legate la bici al palo. Lasciatela libera. Così almeno la rubano nel rispetto del decoro urbano.
E allora, un appello ai sindaci del Vicentino: date un segno di vita, fateci capire che esistete ancora non solo per firmare ordinanze ma per sfidarle con buon senso. Ignorate pure questo nuovo sport nazionale del “vietato vivere”. Lasciate che le biciclette restino legate, almeno loro, in un Paese che si slega da tutto.
Sarebbe un gesto piccolo, ma rivoluzionario: un atto di civiltà, o forse semplicemente di umanità.




