Il Tribunale promesso e quello dimenticato

di Arrigo Abalti · Settembre 3, 2025

A Thiene si litiga sul tribunale della Pedemontana ancora sulla carta, mentre a Vicenza quello vero soffoca senza personale

 

La Lega di Thiene dice no al tribunale della Pedemontana, più per faide interne che per ragioni di giustizia. I sindaci del PD si sono già espressi contro. Intanto il presidente del tribunale di Vicenza, Luigi Perina, ricorda che mancano giudici e cancellieri, non mattoni.

 

A Thiene la sezione della Lega ha deciso di dire no al tribunale di Bassano. Non per difendere il campanile, visto che il sindaco è del PD e i sindaci dem si sono già schierati contro, ma sembra per un regolamento di conti interno al Carroccio: la politica come ring, più che come progetto.

Il punto, però, è che a Bassano non c’è un tribunale: c’è una promessa. Un’idea agitata come bandiera identitaria, utile – in teoria – a raccogliere consensi o a dividerli. Nel frattempo, a Vicenza, c’è un tribunale vero, con faldoni veri e processi veri, che ogni giorno si scontra con l’irrealtà: quella di organici dimezzati, aule sovraccariche e tempi eterni.

Lo ricorda il presidente Luigi Perina: non servono nuove sedi, servono persone. Senza giudici e cancellieri, i tribunali restano gusci vuoti. E puoi anche inaugurarne uno a ogni uscita della Pedemontana, ma se dentro non ci metti chi lavora, sarà solo un altro edificio con la targa luccicante e le stanze vuote.

Così, mentre la politica litiga sul tribunale promesso di Bassano e cade nella trappola del campanile per non parlare dei problemi reali,  nessuno si prende cura del tribunale dimenticato di Vicenza. E la giustizia, quella vera, continua a restare in attesa.

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