di Arrigo Abalti · Settembre 5, 2025
La Balena Bianca a Vicenza
Una volta, a Vicenza, c’era un animale gigantesco che si chiamava Balena Bianca. Non nuotava in mare, ma galleggiava in consiglio comunale, nei bar, nelle parrocchie. Ogni problema, grande o piccolo, finiva nel suo ventre: la scuola, l’ospedale, perfino la sagra di quartiere. E da quel ventre usciva sempre una soluzione, magari lenta, complicata, ma capace di tenere insieme tutti.
Poi la Balena è sparita. Nessuno l’ha sostituita davvero. Oggi al suo posto nuotano tanti pesci rossi, ognuno chiuso nella propria boccia: urlano su Facebook, si contendono un titolo di giornale, si accusano a vicenda. Ma il mare resta vuoto.
Vicenza, che della Dc fu una delle capitali, ora vive di risse quotidiane: sicurezza, urbanistica, trasporti. Temi che un tempo avrebbero trovato una sintesi nella pancia larga della Balena, oggi diventano solo l’occasione per litigare.
Forse è per questo che anche i suoi vecchi detrattori finiscono col rimpiangerla. Non la Balena in sé, con le sue ambiguità e i suoi peccati, ma lo stile che portava con sé: la pazienza del costruire, l’arte del mediare.
La verità è che non si rimpiange la Dc per nostalgia del passato. Si rimpiange per mancanza del presente.



